Il Tirreno

Prato

E’ previsto per domani l’incontro fra una dozzina di aziende, il sindaco e la Provincia

Più vicino il consorzio "verde"

Alessandro Pattume
A sinistra pannelli fotovoltaici a destra l’assessore provinciale Stefano Arrighini
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A sinistra pannelli fotovoltaici a destra l’assessore provinciale Stefano Arrighini

Arrighini: «Un doppio vantaggio, economico ed ecologico»

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 MONTEMURLO. E' un progetto che vuole cambiare il volto e il cuore alla zona industriale di Montemurlo. Unire quante più aziende possibili in un consorzio che produca, per sè e per gli altri, energia verde. "Fabbriche d'energia", lanciato qualche mese fa dalla Provincia sulla falsa riga di quello già avviato a Gabolana, entra adesso ufficialmente nella fase operativa. C'è un progetto, ci sono le aziende e soprattutto c'è la prospettiva che la Regione, e così il nuovo Governo, tornino a favorire in modo netto il fotovoltaico. Domani pomeriggio la dozzina di aziende montemurlesi che vogliono diventare produttori di energia incontreranno Provincia e sindaco di Montemurlo per fare un altro passo verso la costituzione del consorzio.  Efficienza e amianto.  «Entriamo ufficialmente nella seconda fase di "Fabbriche d'energia" - spiega soddisfatto Stefano Arrighini, assessore all'ambiente della Provincia - adesso abbiamo un progetto più dettagliato da mettere sul piatto, nato da sei incontri con le aziende interessate. A Montemurlo le principali necessità ruotano intorno a due necessità fondamentali - aggiunge - ilquella di eliminare l'amianto dalla sterminata distesa di capannoni, e quindi impiantare il fotovoltaico, e diversamente da Gabolana, quella di una maggiore efficienza energetica all'interno delle aziende». Due indicazioni precise, che nella speranza del sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini e della Provincia faranno da traino per aziende.  Incentivi. Non sarà solo l'appetibilità del progetto a convincere le aziende montemurlesi rimaste finora in disparte. «Sulla questione fotovoltaico il ragionamento è semplice: dipende dalla dimensione degli ordini - spiega Arrighini - un conto è se a comprare è un'azienda che lo fa in proprio, un altro è se a farlo è un consorzio composto da decine di aziende. Se si unisce questo alla reale possibilità di un nuovo sostegno da parte della Regione e, perché no, da parte del nuovo Governo - conclude l'assessore all'ambiente della Provincia - ecco che si chiude il cerchio». Insomma, sulla zona industriale di Montemurlo soffia una ventata d'ottimismo.

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