Finanza
Maxi-evasione nell'immobiliare
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I controlli delle Fiamme Gialle ad un capannoneLa Finanza: sottratti al fisco oltre dieci milioni di euro
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PRATO. Una colossale evasione fiscale nel settore immobiliare è stata scoperta dalla Compagnia della guardia di finanza in seguito agli accertamenti su una società che fa riferimento a imprenditori cinesi. Coinvolti anche proprietari italiani che avrebbero affittato a nero appartamenti, sempre a cinesi. La Finanza calcola che siano stati sottratti a tassazione circa 10 milioni di euro. Gran parte di questi soldi sono riferiti a una grande società immobiliare con sede nella zona di via Pistoiese, di cui non è stato reso noto il nome, che da sola avrebbe nascosto ricavi per circa nove milioni e mezzo di euro. Un altro mezzo milione di euro è l'evasione contestata a cinque italiani, che avrebbero affittato a nero dieci immobili, di cui 6 a Prato e 4 a Firenze. Ma questo è solo l'inizio, perché la Finanza avverte che l'operazione "Certo casa" è la prima tranche di una più generale verifica sul settore immobiliare pratese «che lascia intravedere nuovi e ulteriori sviluppi». Dunque, par di capire che il messaggio sia il seguente: cari proprietari immobiliari che evadete in tutto o in parte le tasse, mettetevi in regola prima che arriviamo noi a farvele pagare per forza. Tutto è iniziato da una verifica fiscale sulla società immobiliare cinese, che affitta prevalentemente capannoni a connazionali. I finanzieri coordinati dal maggiore Edoardo Marzocchi si sono ben presto resi conto che nel bilancio della società erano confluiti anche soldi appartenenti a soggetti esterni. Un ingente flusso di denaro è stato spedito in Cina e poi è rientrato in Italia, ma si esclude l'ipotesi del riciclaggio di denaro sporco. In ogni caso il rappresentante legale della società non sarebbe riuscito a giustificare la liceità delle operazioni e così la Finanza ha contestato la sottrazione al fisco di circa 9,5 milioni. In pratica su questi ricavi la società avrebbe evitato di pagare tasse per oltre tre milioni di euro, tra ricavi non dichiarati (oltre 5 milioni), Iva e Irap (per la parte rimanente). Dagli accertamenti sulla società immobiliare si è poi risaliti ad altri cinque soggetti, tutti italiani, che sono accusati di aver affittato a nero immobili ai cinesi. Secondo quanto riferisce la Finanza, alcuni contratti di locazione non sarebbero mai stati stipulati, altri sarebbero stati mascherati con falsi contratti di comodato gratuito, altri ancora erano stati sottoscritti ma mai registrati oppure riportavano un canone di affitto molto inferiore (di quattro o cinque volte) rispetto a quello realmente percepito. Il "grimaldello" usato dalla Finanza per individuare chi affitta a nero sono le indagini bancarie. Ora le Fiamme gialle hanno strumenti molto più efficaci per capire se un soggetto dichiara una cosa e poi ne fa un'altra. E anche in questa indagine si sono rivelati decisivi gli accertamenti bancari, di fronte ai quali la difesa diventa molto più difficile.
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