Finanza
Mancano all'appello 20 neonate
A livello mondiale, per i nuovi nati, il rapporto tra femmine e maschi è di 100 a 105. Nelle comunità straniere residenti in Italia, invece, questo rapporto è di 100 a 111, con punte di maggiore discostamento nelle comunità cinesi, indiane e pachistane
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PRATO. All’appello mancano una ventina di bambine, in gran parte cinesi. Sono quelle che in base alla statistica demografica avrebbero dovuto nascere a Prato da genitori stranieri nel 2010 e che invece sono state “sostituite” da figli di sesso maschile. Il tema delle bambine mai nate è stato sollevato da un libro recentemente pubblicato da Anna Meldolesi per i tipi della Mondadori e che si intitola per l’appunto “Mai nate”. La tesi, supportata da analisi statistiche, è che in alcune comunità straniere residenti in Italia ci sia una distorsione delle nascite, provocata dal desiderio di alcune etnie di avere figli maschi anziché figlie femmine.
A livello mondiale, per i nuovi nati, il rapporto tra femmine e maschi è di 100 a 105. Questo perché i maschi, portatori di malattie ereditarie, hanno una vita media più breve. Nelle comunità straniere residenti in Italia, invece, questo rapporto è di 100 a 111, con punte di maggiore discostamento nelle comunità cinesi, indiane e pachistane. Sono queste le nazionalità che sembrano maggiormente preferire figli maschi a figlie femmine. E a Prato? Dando un’occhiata agli ultimi dati disponibili, quelli relativi ai nati da stranieri residenti in città nel corso del 2010, si scopre che l’anomalia statistica è esattamente identica: 100 femmine per 111 maschietti. Fatta una rapida proporzione, si calcola che avrebbero dovuto nascere 334 maschi e invece ne sono nati 356, rispetto alle 319 bambine.
All’appello, dunque, mancherebbero una ventina di figlie femmine. Non è escluso dunque che si sia ricorsi ad aborti selettivi dopo aver fatto esami per conoscere il sesso del nascituro, ma con questi numeri non si tratta di un fenomeno di massa, tenuto conto del numero di stranieri che vivono in provincia. Ovviamente questa è solo una parte dei nuovi nati. Oltre ai figli di stranieri residenti, ci sono quelli che vivono in città senza aver preso la residenza, quelli di chi abita negli altri sei comuni della provincia e quelli delle donne, non poche, che vengono a partorire a Prato pur vivendo in altre province. Lo scostamento dalla statistica nella comunità cinese è di 100 a 109, dunque nemmeno il più alto.
A livello mondiale, per i nuovi nati, il rapporto tra femmine e maschi è di 100 a 105. Questo perché i maschi, portatori di malattie ereditarie, hanno una vita media più breve. Nelle comunità straniere residenti in Italia, invece, questo rapporto è di 100 a 111, con punte di maggiore discostamento nelle comunità cinesi, indiane e pachistane. Sono queste le nazionalità che sembrano maggiormente preferire figli maschi a figlie femmine. E a Prato? Dando un’occhiata agli ultimi dati disponibili, quelli relativi ai nati da stranieri residenti in città nel corso del 2010, si scopre che l’anomalia statistica è esattamente identica: 100 femmine per 111 maschietti. Fatta una rapida proporzione, si calcola che avrebbero dovuto nascere 334 maschi e invece ne sono nati 356, rispetto alle 319 bambine.
All’appello, dunque, mancherebbero una ventina di figlie femmine. Non è escluso dunque che si sia ricorsi ad aborti selettivi dopo aver fatto esami per conoscere il sesso del nascituro, ma con questi numeri non si tratta di un fenomeno di massa, tenuto conto del numero di stranieri che vivono in provincia. Ovviamente questa è solo una parte dei nuovi nati. Oltre ai figli di stranieri residenti, ci sono quelli che vivono in città senza aver preso la residenza, quelli di chi abita negli altri sei comuni della provincia e quelli delle donne, non poche, che vengono a partorire a Prato pur vivendo in altre province. Lo scostamento dalla statistica nella comunità cinese è di 100 a 109, dunque nemmeno il più alto.
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