Il Tirreno

Prato

Reperti, papiri e ossa senza segreti

Ilenia Reali
La ricercatrice nel laboratorio
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La ricercatrice nel laboratorio

E' pratese una delle ricercatrici italiane che "data" col carbonio 14

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 PRATO. Risolve misteri ma non è una detective. Ristabilisce la verità ma non è una giudice. Dice con certezza quando è nata una civiltà ma non è né una storica né un'archeologa. Mariaelena Fedi, 35 anni, pratese, è una delle ricercatrici dell'Istituto di fisica nucleare di Firenze ed è una delle pochissime in Italia a datare con il carbonio 14.  Una tecnica che ha raggiunto il massimo della popolarità con l'esame sulla Sindone. E' grazie alla quantità di carbonio 14 trovata sul famoso telo di lino che si è stabilito il periodo esatto in cui è stato realizzato. Mariaelena Fedi non ha datato la Sindone ma c'è andata vicina. Tra i "misteri" che ha dovuto risolvere ce n'è uno che ha del divertente. E' infatti stata chiamata a scoprire come si vestisse San Francesco: quale delle due tuniche conservate una a Cortona e una Santa Croce fosse potuta appartenere al Santo. «E' emerso - racconta divertita Mariaelena - che una poteva essere del santo perché del periodo in cui era effettivamente vissuto mentre l'altra era più giovane di 100 anni».  Un lavoro che ovviamente non serve solo a datare le reliquie ma che aiuta a scoprire la nostra storia e a risolvere davvero dei veri misteri. Tra le datazioni più importanti infatti ci sono quelle dei resti umani (ossa, denti) e quelle collegate ai reperti archeologici.  «Attualmente col laboratorio che è diretto dal professor Pierandrea Mandò stiamo dando supporto - racconta Mariaelena - a due gruppi di archeologi che stanno effettuando degli scavi in Siria datando dei carboni che risalgono all'età del bronzo e altri a Cipro dove invece siamo chiamati a dire a che anni risalgono delle ossa umana. La datazione infatti può avvenire per tutto ciò che un tempo ha avuto vita, dagli uomini, agli animali fino anche ai vegetali. Il carbonio 14 infatti è presente in tutti gli esseri viventi e diminuisce dopo la morte. In estrema sintesi conoscendo di quanto diminuisce risaliamo all'età».  Detto così sembra quasi qualcosa di facile ma non è un caso se in Italia esistono non più di due centri e che anche nel mondo la comunità dei ricercatori che lavorando sul carbonio 14 è piuttosto piccola. «Questo tipo di datazione - racconta Mariaelena Fedi - è nata negli anni Cinquanta ed è a partire dal 1976 che si è cominciato a farla anche in Italia. A Firenze intorno al 2000».  Mariaelena Fedi è stata tra le prime subito dopo la laurea a collaborare a questo progetto e ha lavorato anche alla datazione del Papiro di Artemidoro, un rotolo che conteneva un passo perduto del geografo. «E' un lavoro affascinante - conclude la ricercatrice pratese - anche se spesso viene lo scoramento perché tutto è legato a contributi mai certi e a una stabilità professionale che sembra irraggiungibile dove oltre alla ricerca c'è sempre tanta burocrazia a complicare tutto. Quando però si arriva a un risultato la soddisfazione è immensa. Ogni volta».

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