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LA TECNICA
Ecco come funziona la "datazione"
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Grazie alla sua lunga emivita, il carbonio 14 rimane integrato in ogni sistema organico vivente. Dopo la morte, l'organismo smette di assumere carbonio 14. La quantità dell'isotopo presente nell'organismo nell'istante della sua morte, andrà via via affievolendosi negli anni a causa del decadimento radioattivo. Questo principio è sfruttato nella datazione radiometrica di campioni organici, tecnica con la quale si misura la quantità residua di carbonio 14 presente in un reperto archeologico organico (come un fossile o una struttura in legno): conoscendo la curva di decadimento e la quantità iniziale di carbonio 14 presente nel reperto quando la sua struttura organica era ancora vitale (ovvero un istante prima di morire), si può facilmente stabilire quanti anni sono trascorsi dalla morte dell'organismo. In generale, è possibile radiodatare reperti risalenti a 40.000 - 60.000 anni fa.
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