Finanza
Dieci creativi per i prototipi
◗
Un altro oggetto realizzato in carcereIl principio è che niente va buttato via
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il principio è che non si butta via nulla. Così i cavetti colorati e gli scarti di un computer, magari con l'aggiunta di un disco dei freni come base su cui montare dei pali trovati per caso davanti a un cassonetto, diventano un accessorio di arredo dal design originale. La lampada "Furio Pampurio" è uno dei prototipi al quale sta lavorando una squadra di 10 creativi nell'ambito di "recuperiamoci!". Nel piccolo capannone di San Giorgio a Colonica si spremono le idee giuste, prima di mettere in moto il circuito di produzione attraverso le cooperative del carcere. Paolo Massenzi ha il pallino dell'ecologia e della cultura del riciclo. «Quando vado a fare la spesa all'Eurospin in via Reggiana metto da parte la plastica delle confezioni con l'idea di utilizzarla come materia a costo zero per i prototipi per le lavorazioni in carcere». Per esporre i prodotti del mondo carcerario le prime occasioni arrivarono da fiere solidali come "Fà la cosa giusta!" e "Terra Futura" nella primavera 2010, quando è nata la rete solidale dell'economia carceraria di "recuperiamoci!". In questo periodo Massenzi continua a fare la spola tra Prato e il resto d'Italia, ora è impegnato con "Ecomondo" a Rimini e "Semi di futuro" a Faenza. La linea "Panta2beg" che utilizza scarti di pantaloni militari e sartoriali, abbinata all'altra che ricicla le coperte del carcere, è in preparazione per Natale. Per saperne di più: www.recuperiamoci.org. M.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
