Il Tirreno

Prato

Un accordo che ha un prezzo

Operai tessili al lavoro
◗
Operai tessili al lavoro

Il distretto dovrebbe cedere i suoi "gioielli"

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. L'accordo con i partner cinesi probabilmente non è gratuito. E il distretto tessile qualcosa avrà da pagare. Il nodo del centro di ricerca cino-pratese non è una scelta di secondo piano. E non è neppure semplice. E' infatti una scommessa su cosa sarà Prato in futuro. Potrà essere il distretto manifatturiero che è oggi oppure no? Potrà continuare a andare avanti sulla strada che sta percorrendo ora o dovrà virare verso qualcos'altro?  Il Centro di ricerca è l'opportunità per trasformare il distretto di fatto in una importante piattaforma per l'export verso la Cina (se il progetto sulla certificazione andrà in porto) ma anche un luogo dove si potranno trovare nuove forme di utilizzo per le materie prime e le fibre (che in Oriente si producono in quantità). In più Prato potrebbe essere sempre di più il luogo dove si metteranno a punto i progetti per le macchine utili a produrre. Insomma il distretto da produttivo potrebbe diventare un luogo dove si progetta e si fa servizio per l'export. Almeno è quanto si sta pensando di fare sulla carta.  La sensazione però analizzando l'allegato A è che qualcosa in cambio andrà dato. E questo qualcosa è quello che i cinesi chiedono e che gli industriali pratesi ritengono siano i gioielli di famiglia cioè la «realizzazione di progetti/impianti di tintura e finissaggio tessile» e il «trasferimento di tecnologie per la realizzazione di progetti /impianti per il recupero e il riciclo dei materiali di scarto di lavorazioni tessili e materiali a fine vita» alias il cardato rigenerato.  Capire quali scelte fare è complessissimo e non un fatto politico di parte: c'è infatti da valutare se davvero i cinesi da soli non riusciranno a raggiungere i livelli di Prato su determinate fasi di lavorazione («credo che non abbiamo niente che i cinesi non hanno o potranno avere», è il parere di Bressan); quanto questo distretto potrà mettere la produzione ancora al primo posto (ma allora troppe imprese si sono alleggerite) e quanto le nuove generazioni vorranno continuare sulla strada intrapresa dai loro padri. Ma ci sarà da capire anche cosa davvero la Cina sarà disposta a cedere in cambio di questa collaborazione. La Regione sembra aver già deciso andando avanti nel percorso anche in mezzo a mille polemiche. E, ad oggi, senza coinvolgere in fase decisionale la gran parte della classe dirigente e imprenditoriale pratese. I.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa