Il Tirreno

Prato

A palazzo Banci Buonamici un convegno per approfondire le teorie dello studioso Zeki

Grazie alla neuroestetica svelati i segreti della creazione artistica

Il primario di Neurologia Pasquale Palumbo
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Il primario di Neurologia Pasquale Palumbo

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 PRATO. Studiare il funzionamento del cervello per ottenere risposte sulla creazione e sulla fruizione dell'opera artistica. Sia essa visiva, letteraria, musicale. Si fonda su questa base la neuroestetica di cui è padre-fondatore Semir Zeki. Di questo si parlerà oggi nel convegno ospitato nel salone consiliare di palazzo Banci Buonamici.  Il convegno dal titolo "Arte e Cervello", patrocinato dalla Provincia e dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, si svolgerà dalle 8,30 alle 14. Interverranno alcuni studiosi di varia estrazione culturale per dibattere uno dei temi più affascinanti del dibattito neuro-scientifico e filosofico odierno, che è quello dei rapporti che intercorrono tra opere artistiche e funzioni cerebrali. Zeki, che è stato ospite con una sua personale al Museo Pecci Milano nel maggio 2010, analizza le cause dell'impatto estetico di una pittura che utilizza linee rette, come quella di Mondrian, di Malevic o Newman o di quella dei Fauves post-impressionisti, dove l'uso del colore prescinde dalla rispondenza alla realtà o di quella cubista, da lui giudicata «un'arte fallita perché i cubisti hanno vouto fare ciò che ai neuroni non riesce: separare la forma dal colore». L'arte, dice Zeki, è concepita dall'artista ed apprezzata dal suo pubblico grazie ad una serie di operazioni che si svolgono nel cervello dell'uomo e quindi anche l'esperienza estetica è soggetta alle leggi che regolano le attività cerebrali e le strutture nervose coinvolte.  «Attraverso la neuroestetica - spiega il neurologo Enrico Grassi, che fa parte dell'unità operativa di Neurologia dell'ospedale Misericordia e Dolce, diretta da Pasquale Palumbo - riusciamo a comprendere che la realtà non è qualcosa esterna a noi ma è soo la rappresentazione che noi abbiamo attraverso il nostro cervello. E' una scienza che ci consente di capire come funziona il nostro cervello e di come la malattia neurologica possa influenzare la produzione artistica o cambiare il nostro gusto estetico».  Sul confine tra arte e scienza sono chiamati a confrontarsi, insieme ad altri neurologi, psichiatri, neurofisiologi, la professoressa Chiara Cappelletto dell'Università di Milano, gli scrittori Sandro Veronesi ed Edoardo Nesi, il responsabile dell'area artistica del Museo Pecci, Stefano Pezzato. I lavori saranno aperti dal vicepresidente provinciale Ambra Giorgi e dal presidente dell'Ordine dei medici di Prato, Luigi Biancalani.

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