Il Tirreno

Prato

Giustizia soffocata dai processi

Eleonora Barbieri
Il prefetto Federico e il procuratore Tony
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Il prefetto Federico e il procuratore Tony

Il presidente del tribunale: «Ho chiesto più giudici ma non ho avuto risposte»

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 PRATO. Notizie di reato contro persone note in aumento del 32,6%, oltre il 29% in più di processi aperti e 200 giudizi direttissimi monocratici in un anno, numero record in Toscana. E' il quadro del Palazzo di Giustizia di Prato disegnato dal presidente del tribunale Francesco Antonio Genovese ai margini del seminario su "Immigrazione illegale e diritto penale".  Il seminario si è svolto ieri nel salone consiliare del Comune di Prato, organizzato dal gruppo italiano giovani penalisti. A pesare su questi dati, infatti, è sopratutto la massiccia presenza straniera in città che spesso significa illegalità economica, clandestinità, traffici illeciti. A prescindere da come la si pensi e dalla lettura che si voglia dare alla classifica de Il Sole 24 ore sulle città con più reati, i dati sulla mole di lavoro che sommerge Procura e Tribunale confermano che la situazione non è affatto rosea e che c'è bisogno di rimpinguare gli organici per farvi fronte. Sarà per la crisi, sarà per l'alta concentrazione di immigrati in pochi chilometri quadrati, sarà per l'elevata propensione alla denuncia, fatto sta che negli ultimi dodici mesi sono arrivate in Procura ben 11830 notizie di reato contro persone note, pari al 32,6% in più del periodo precedente. Sia pure in parte tali numeri si tradurranno in un'ondata di nuovi processi. «Nell'ultimo anno i procedimenti penali monocratici sono aumentati del 27,5% toccando quota 2638, solo in parte corretti da quelli giunti a sentenza (2014, il 28,4% in più). Di conseguenza i processi aperti sono cresciuti del 29,2% e attualmente sono ben 2302.  «Abbiamo una grossa criticità nel settore penale diversamente da quello civile dove abbiamo registrato buoni miglioramenti. - spiega Genovese - L'aumento delle notizie di reato contro persone note fa temere un'ondata di procedimenti nelle aule dibattimentali e questo non può che preoccuparci. Perciò ho chiesto al Ministero della giustizia un aumento dell'organico dei giudici e di quello delle cancellerie perché in queste condizioni non si può amministrare la giustizia in modo sufficiente. Finora nessuna risposta». Il convegno di oggi ha esaminato, grazie all'intervento di illustri studiosi della materia provenienti da tutta Italia, l'adeguatezza delle norme penali in relazione all'immigrazione irregolare, ma cercando anche un approccio interdisciplinare.  L'assessore all'integrazione del Comune Giorgio Silli, che nel pomeriggio ha partecipato alla tavola rotonda sull'immigrazione a Prato, ha rilanciato la richiesta di un Cie in Toscana: «Credo che la nostra regione ne abbia assoluto bisogno perché con i Cie, quantomeno si riesce a gestire una massa di persone che devono essere identificate ed espulse. Non ha senso il reato di clandestinità se poi non si ha la forza di identificare e di espellere».

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