Il Tirreno

Prato

Arrestati ricettatori e magazziniere

L’incendio alla Gefitex di via Bari del 2 ottobre
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L’incendio alla Gefitex di via Bari del 2 ottobre

Ritrovata merce rubata nell'azienda bruciata

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 MONTEMURLO. Il magazziniere ha rubato materie prime tessili alla sua azienda e le ha rivendute a un paio di ricettatori, ma durante lo scambio della merce sono arrivati i carabinieri e tre persone sono finite in manette. E' successo giovedì sera nella zona industriale di Oste, e per i carabinieri non è stata esattamente una sorpresa. Il presunto ricettatore era già stato arrestato lo scorso 7 ottobre e trovato in possesso di altra merce rubata.  La vicenda infatti si intreccia con quella dell'incendio che la sera dello scorso 2 ottobre ha distrutto la Gefitex di via Bari. Cinque giorni dopo i carabinieri, ma questo lo si è saputo solo ieri, arrestarono un presunto ricettatore, 42 anni, residente a Quarrata, perché lo trovarono in possesso di merce rubata nel capannone della Gefitex. Il proprietario dell'azienda di via Bari disse di non essersi accorto che era sparita quella merce, ma quando gliela fecero vedere la riconobbe come sua.  L'arresto del presunto ricettatore fu convalidato dal giudice e in considerazione del fatto che è incensurato, fu rimesso in libertà, in attesa del processo.  Evidentemente, però, i carabinieri hanno continuato a tenerlo d'occhio e giovedì sera lo hanno sorpreso mentre, insieme al padre settantenne, riceveva un carico di materie prime tessili sottratte dal magazziniere di un'altra azienda montemurlese, Fabio P., 41 anni, e rivendute sottobanco al ricettatore. Colti in flagranza di reato, tutti e tre sono stati arrestati. Il padre del presunto ricettatore, che non è in buone condizioni di salute, è stato subito rimesso in libertà, mentre il magazziniere (c'è da credere che perderà il posto), difeso da Giuseppe Bonfante, è comparso ieri davanti al giudice e ha patteggiato una condanna a nove mesi, ottenendo la sospensione condizionale della pena.  Ha spiegato di attraversare un brutto momento economico. Un paio di anni fa aveva tentato di aprire una sala per videopoker, ma in quel periodo cambiò la legge in materia e fu costretto a chiudere il locale sotto il peso dei debiti. Per questo avrebbe tentato di rifarsi sottraendo merce alla sua azienda.  A scanso di equivoci, va detto che il titolare della Gefitex non è indagato in relazione all'incendio del 2 ottobre. L'ipotesi ritenuta più attendibile dagli inquirenti è che il furto della merce poi ritrovata dal ricettatore sia avvenuto la sera stessa dell'incendio e che i ladri possano aver dato fuoco al capannone per avere più tempo per ricettare la merce rubata. Sarebbero riusciti nel loro intento, perché il fuoco avrebbe cancellato tutte le prove, se pochi giorni dopo le materie prime tessili non fossero state trovate dai carabinieri nel magazzino del presunto ricettatore, ora difeso dall'avvocato Grazia Ciarlitto e in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Le indagini comunque vanno avanti in tutte le direzioni e la vicenda potrebbe riservare ulteriori sorprese. P.N.

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