Sicurezza
Incredulo il parroco don Rosati: «Non hanno rispettato la convenzione firmata del 2001»
Il Comune non ristrutturerà il teatro di Galciana
Carlandrea Poli
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Il teatro realizzato nellex cinema di Galciana 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il Comune decide di non onorare una convenzione con la Diocesi per la ristrutturazione del teatro di Galciana, lasciando incredulo il parroco Don Luca Rosati. Tecnicamente l'operazione è un ristorno come spiega immediatamente l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Caverni. «Abbiamo deciso di non versare i 770 mila euro in cambio del comodato d'uso ventennale del teatro inizialmente previsti perché esiste una norma specifica che impedisce agli enti locali di impegnare risorse in beni appartenenti a terzi. Sul contratto stipulato dalla scorsa amministrazione nel lontano 2005 si potrebbe pertanto ipotizzare un profilo di irregolarità». Chiaro il concetto. Di fronte ai vincoli di finanza pubblica Caverni e i suoi colleghi hanno deciso di non correre il rischio di vedersi mettere gli occhi addosso dai giudici della Corte dei Conti. Solo una questione di metodo? Difficile immaginarlo, almeno ad ascoltare le parole di Caverni: «Dobbiamo già provvedere a tanti, troppi spazi dedicati ai teatri a fronte, invece, di disponibilità di bilancio calanti». E proprio nel merito viene ribaltata questa analisi da Don Rosati. «Se il problema è avere troppi teatri potremmo pensare ad eliminarne qualcuno in centro. Penso che sia un errore cancellare in toto l'aspetto culturale in una zona già di per sé povera di spazi d'aggregazione. Anche soltanto pensando al nuovo ospedale il Comune dovrebbe agire per riqualificare la circoscrizione Ovest». Il parroco di Galciana non vuole surriscaldare gli animi. All'amministrazione rivolge soltanto un'accusa di indelicatezza per aver cambiato le carte in tavola. E, cosa ben peggiore, senza alcuna comunicazione ufficiale al diretto interessato. Il punto apicale d'amarezza Don Rosati lo raggiunge quando pensa a tutto l'impegno sprecato in 6 anni. «C'è stato un rimpallo e un tergiversare assolutamente incomprensibile» dice sconsolato. Inutile il lavorio della parrocchia, che di suo si era già messa d'impegno per presentare un progetto meno oneroso, scendendo nel budget. Non è bastato per evitare il ritiro unilaterale del Comune. Contro il quale Don Rosati pensa di investire i suoi superiori per programmare delle mosse a cautela della convenzione.
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