Gioco
«Andiamo avanti con i progetti da finanziare con il decreto destinato alle aree di crisi»
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Edoardo Nesi e il presidente Lamberto Gestri E' la decisione del Tavolo di distretto. Un progetto Tecnotessile Giorgi: «Ma ancora non sappiamo quanti fondi ci siano»
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PRATO. Il distretto non si arrende - nonostante le incertezze legate alla crisi di governo e all'entità della risorse in campo - e va avanti per definire i progetti che potrebbero essere finanziati con le risorse legate al riconoscimento dello stato di crisi. Una pratica rimasta bloccata ormai da mesi al ministero. Questa la decisione di ieri alla riunione del tavolo di distretto coordinata dal presidente della Provincia Lamberto Gestri con l'assessore allo Sviluppo economico del Comune di Prato, Roberto Caverni, la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi e con l'assessore allo Sviluppo Economico Edoardo Nesi. Al tavolo anche il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini e i rappresentanti del Comune di Poggio a Caiano, Camera di commercio, Unione industriale, Cna, Confartigianato, Cgil, Cisl, Uil, Confesercenti e Legacoop. Il tavolo ha deciso di affidarsi al coordinamento della Camera di commercio che da tempo sta lavorando al progetto Cardato Regenerated C02 neutral per inserirlo nell'accordo di programma tra Governo, Regione e amministrazioni pratesi. La crisi di governo, dunque, non dovrebbe interrompere il processo di definizione dell'accordo di programma attraverso cui dovrebbero arrivare a Prato le risorse del riconoscimento dello stato di crisi. «Almeno queste sono le notizie che arrivano dalla verifica che abbiamo fatto in questi giorni al ministero dello Sviluppo economico - spiega la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - resta da verificare però quali risorse ci saranno a disposizione. Al momento l'unica certezza riguarda i tre milioni per il cardato ecologico. A giorni Tecnotessile dovrebbe mettere a punto anche un progetto per il tessile tecnico». Intanto il presidente Gestri ha aggiornato gli attori del tavolo sulle novità che riguardano l'accordo tra Regione e governo cinese per la realizzazione a Prato del centro di ricerca italo-cinse che potrebbe avere sede al Creaf - una discussione ancora aperta - sottolineando come Prato potrebbe diventare la testa di ponte italiana per il controllo dei prodotti da esportare in Cina, sostenendo in modo concreto le piccole medie imprese nel difficile processo di internalizzazione. «Di questo si parlerà domani in Regione con il presidente Rossi nel corso della visita della delegazione del ministero della scienza e della tecnologia cinese, guidata dal viceministro Cao Jianlin» ha annunciato Gestri. La riunione del tavolo di distretto è stata anche l'occasione per fare il punto sull'emergenza lavoro e sull'impiego dei 25 milioni di euro che il governo ha dato a Prato. «Sono già stati impegnati - ha spiegato Ambra Giorgi - oltre diciannove milioni di euro. Nelle quattro linee attivate che hanno coinvolto oltre 3200 lavoratori vengono impiegati circa quattordici milioni di euro, mentre altri cinque milioni sono destinati alle politiche attive del lavoro. Abbiamo avviato un confronto con le forze economiche e i sindacati per impegnare le risorse che restano disponibili».
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