Finanza
Una piazzetta al posto di due vecchi edifici in via del Melograno
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E' arrivato in commissione urbanistica ed ha creato qualche polemica, il piano di recupero che insiste su via del Melograno e che riguarda l'abbattimento del capannone - due piccoli edifici con una ciminiera di lato - collocato di fianco all'ingresso laterale della biblioteca Lazzerini. Si tratta di un intervento richiesto dall'immobiliare Hbm di Massimo Bottai, del quale è progettista l'architetto Alessio Cantini. L'intervento prevede l'eliminazione del gruppo di edifici, ormai cadenti, per realizzare in quella porzione uno slargo - una sorta di piazzetta - che metta in connessione il nuovo percorso verde con recupero delle mura antica, la contestuale apertura della porticina con passerella su via Pomeria e la realizzazione di due palazzine residenziali (un altro piano di recupero, questa volta della Coop Recupero e della Società di Costruzione San Paolo, direttore dei lavori l'architetto, ex assessore, Alfio Pratesi) con via del Melograno e l'accesso alla biblioteca. L'operazione, secondo i tecnici dell'Urbanistica, dovrà avvenire attraverso la perequazione: l'abbattimento di circa 540 metri quadrati in via del Melograno saranno compensati con circa 700 metri quadrati di diritti edificatori in via Calabria, nell'area del Macrolotto di Iolo. E lì verranno realizzati altri due capannoni di piccole dimensioni ma con sopra un'abitazione. Il fatto è - ed è uno degli aspetti che ha creato perplessità tra i consiglieri Pd e Idv che infatti hanno chiesto, senza ottenerla, una sospensione tecnica, mentre la maggioranza ha dato il via libera al piano - che i terreni in via Calabria capannoni non sono tutti di proprietà dei richiedenti l'intervento. «Una parte - spiega Massimo Carlesi, componente della commissione e capogruppo Pd in consiglio - è di proprietà di un altro imprenditore, che ha l'azienda su terreni prospicienti quelli del progetto e non ha mai chiesto di farne parte». L'amministrazione per risolvere il problema ha pensato comunque di procedere prima chiedendo al proprietario la disponibilità a cedere i terreni e in caso negativo con la procedura d'esproprio che ormai prevede l'acquisto a prezzi di mercato. «Un altro aspetto che non ci convince - continua Carlesi - è che si trasformano in edificabili terreni in via Calabria oggi destinati a verde. Inoltre - conclude - non siamo d'accordo con la prassi della perequazione "ad personam" senza che siano stati stabiliti criteri generali». C. O.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google