Il Tirreno

Prato

Una filiera cinese e pratese

Veduta aerea dell’ospedale e il presidente della Regione
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Veduta aerea dell’ospedale e il presidente della Regione

Rossi lancia il progetto di emersione. E chiarisce sul caso ospedale

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 PRATO. Il lancio di un progetto per l'emersione dell'imprenditoria cinese e la promozione del più grande distretto europeo delle confezioni, integrandolo con la filiera tessile pratese. Accelerare sul centro di ricerca italo-cinese, magari specializzandolo sui controlli per le esportazioni dei prodotti made in Prato verso il mercato asiatico, per sostenere le imprese. Piano particolareggiato sull'area dell'attuale ospedale, per chiudere la partita economica dei 43 milioni dovuti alla Asl e riqualificare un pezzo importante della città. E ancora: rilancio dell'Interporto, ricerca di soluzioni per attenuare le ricadute su Prato dei tagli sul trasporto pubblico locale, impegno sulle questioni sociali: dalla casa al fondo scolastico per l'immigrazione.  Sono questi i principali impegni espressi dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, che ha partecipato a una riunione della segreteria provinciale del Pd convocata dalla segretaria Ilaria Bugetti per fare il punto sulle questioni relative al rapporto tra Prato e la Regione.  Presenti anche il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, e l'assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, Luca Ceccobao, la discussione ha toccato numerosi temi dell'attualità politica ed amministrativa dell'area pratese.  «Una riunione utile e produttiva - ha commentato Bugetti - anche perché ci consente di focalizzare meglio le priorità della nostra azione politica, in un momento difficile per la città che avverte sempre di più un senso di inadeguatezza e di limite dell'attuale compagine amministrativa. Ai silenzi e alle fumosità di Cenni, noi rispondiamo con il confronto e le idee sul futuro economico, urbanistico e sociale di Prato».  Era stata proprio la segretaria, aprendo la riunione, a indicare le principali questioni su cui il Pd pratese chiede al governatore di "fare ancora dei passi avanti", a partire dal "Progetto Prato" che, com'è noto, si muove a tutto tondo sulle peculiarità della situazione in città e in provincia. E, a questo proposito, Rossi ha annunciato che, entro dicembre, ci sarà la presentazione di un documento programmatico, contenente le prime "azioni" e le indicazioni di lavoro per il futuro.  Un lavoro che, evidentemente, si concentrerà da subito sulle questioni economiche, sui piani per il rilancio del sistema produttivo e la conseguente creazione di lavoro e ricchezza. Enrico Rossi ha perciò ricordato che «Non possiamo più nascondere la realtà che abbiamo di fronte: a Prato c'è il più grande distretto europeo delle confezioni, a guida cinese, una cosa che non può lasciarci indifferenti: in Toscana, come a Roma e come a Bruxelles, bisognerà cominciare a fare i conti con questo enorme potenziale».  Da qui l'idea di adoperarsi per un grande progetto di emersione del sommerso e, soprattutto, per integrare le filiere tessili e confezioniste. Un tassello importante, secondo Rossi e secondo il Pd pratese, sarà l'avvio del centro di ricerca italo-cinese presso il Creaf, che proprio nei prossimi giorni sarà al centro di ulteriori colloqui tra Toscana e Cina.  Rossi ha anche indicato, tra i punti di questa strategia industriale, l'idea della creazione di una macro area produttiva delle confezioni, rendendosi disponibile ad approfondimenti tecnici-finanziari per l'eventuale acquisizione di aree.

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