Il Tirreno

Prato

Tragedia di via Ciulli: la perizia accusa Comune e Asm

Paolo Nencioni
Tragedia di via Ciulli: la perizia accusa Comune e Asm

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PRATO. Un funzionario del Comune e il direttore dell'Asm. Su questi due soggetti sembrano concentrarsi le attenzioni dei periti nominati dal gip Angela Fantechi per stabilire cause ed eventuali responsabilità nell'allagamento del sottopasso di via Ciulli, dove nella notte tra il 4 e il 5 ottobre dell'anno scorso trovarono la morte tre donne cinesi. La lettura integrale della perizia depositata mercoledì scorso dal geologo Paolo Canuti e dall'ingegnere idraulico Vittorio Campedelli si rivela molto istruttiva e riserva qualche sorpresa. Partiamo da queste ultime. La Lancia Y delle tre donne cinesi, a differenza di quanto si era sempre creduto, secondo i periti è entrata nel sottopasso da Galciana e non da Narnali. Ma la vera sorpresa è che l'impianto di sollevamento acque (cioè le pompe idrovore) era fermo nel momento decisivo e che il gruppo elettrogeno che avrebbe dovuto riattivarlo era completamente fuori uso. I periti hanno accertato che addirittura mancava il galleggiante e qualcuno, chissà quando, aveva asportato il segnale di allarme acustico e sonoro che avrebbe dovuto avvertire gli automobilisti del pericolo di allagamento. A occhio, sostengono i periti, il gruppo elettrogeno era fuori servizio da molto tempo. E anche se fosse stato efficiente, il serbatoio di gasolio è risultato vuoto.

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