Il Tirreno

Prato

Tagliati i contributi, intervengono i volontari della Misericordia

Sola col marito disabile

L’assessore al Sociale Fabrizio Buricchi di Carmignano
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L’assessore al Sociale Fabrizio Buricchi di Carmignano

Ha chiesto aiuto al Comune che ha risposto "no"

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 CARMIGNANO. Una soluzione, alla fine, è stata trovata, grazie alla Misericordia di Seano e al volontariato. Ma lo sfogo della signora Lia Costantini rimane, perché la situazione di fondo non cambia. «Possibile che i tagli debbano colpire sempre i più deboli? - si lamenta - Forse solo perché i più deboli e i disabili non si possono muovere e protestare». E bandiera bianca in fondo alza anche l'assessore alle politiche sociali del Comune, Fabrizio Buricchi. «Tra tagli e limiti del patto di stabilità abbiamo le mani più legate - ammette - E così anche rispondere ad una richiesta come quella della signora, ragionevole, limitata nel tempo e degna di attenzione, può diventare difficile. Ce l'abbiamo fatta chiedendo aiuto alle associazioni». La storia è semplice. La signora Lia, che abita a Seano, 78 anni, ha il marito infermo da quindici anni per un'ischemia che l'ha paralizzato su tutto il lato destro. Finora ha sempre cercato di fare da sola. Ma venti giorni fa il marito si è fratturato il malleolo, conseguenza di un'osteoporosi non diagnosticata, e per un mese, fino al 23 novembre, ha chiesto un aiuto: una persona per un'ora, un'ora a mezzo al giorno, per alzarlo da letto, lavarlo e rimetterlo la sera a dormire. La spesa non era granché. «La cooperativa di cui si serve il Comune - dice - chiede 19 euro e mezzo l'ora: 8 il contributo a carico della famiglia». Ma gli uffici comunali hanno detto no. «E no è rimasto anche dopo l'intervento del sindaco - racconta Lia - a cui ho telefonato molta arrabbiata». Alla fine una soluzione è stata trovata grazie alla Misericordia di Seano, con cui il Comune ha fatto da intermediario. «Ma è una soluzione parziale - dice la signora - Mi aiutano ad alzarlo la mattina e metterlo su una poltrona, la sera all'inverso. Viene da martedì un volontario, mezz'ora al giorno. Ma per lavarlo ci devo pensare io. E dopo che il 23 novembre si toglierà il gesso cosa succederà?». Con due pensioni che insieme non arrivano a 1500 euro pensare ad una badante è improponibile. «L'Asl - dice - da alcuni mesi mi ha fatto anche la "gentilezza" di togliermi 300 euro di contributi alle spese sanitarie». L'assegno di cura ora viene garantito solo a chi ha una badante pagata. «Mi hanno suggerito di mettere mio marito in una struttura - prosegue - Non intendo farlo, perché voglio stare con lui. Ma costerebbe alla collettività molto di più: cinque o dieci volte i 300 euro tagliati». I conti non tornano per la signora Costantini. «Ma non posso credere - conclude - che invecchiare voglia dire rinunciare ai diritti abbassando la testa». W.F.

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