Il Tirreno

Prato

Niente sconti per la giovane rom assassina

Aida Halilovic da due anni detenuta a Sollicciano
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Aida Halilovic da due anni detenuta a Sollicciano

Uccise un pensionato davanti all'ospedale, confermata la condanna a 14 anni

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 PRATO. Quattordici anni erano e 14 anni sono rimasti. Nessuno sconto di pena per Aida Halilovic, la ventiquattrenne nomade che nella notte tra il 15 e il 16 settembre di due anni fa pugnalò a morte il pensionato Mariso Mordini all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale.  Cala dunque il sipario, salvo colpi di scena in Cassazione, su uno dei più assurdi e inspiegabili delitti che si ricordino negli ultimi anni in città. I giudici della Corte d'appello di Firenze hanno sposato in pieno la tesi del giudice dell'udienza preliminare Anna Liguori, che nel dicembre dell'anno scorso condannò Aida a 14 anni partendo da una pena base di 21, ridotta per il rito abbreviato.  Anche stavolta l'avvocato difensore, Gabriele Terranova, oltre a insistere per l'incapacità di intendere della sua assistita, ha chiesto che le attenuanti generiche fossero considerate prevalenti sull'aggravente dei futili motivi, ma la Corte ha deciso che sono equivalenti, come invece chiedeva l'avvocato di parte civile dei familiari di Mariso Mordini, Manuele Ciappi. La sentenza, a questo punto, era già scritta. Confermata anche la capacità di intendere e volere al momento dell'omicidio, capacità certificata da una perizia del dottor Andrea Tanini.  Subito dopo l'assurdo delitto, Aida disse che il pensionato l'aveva provocata, ma la circostanza non ha trovato conferma nei due gradi di giudizio. La giovane rom resta dunque in carcere e sconterà almeno una decina di anni (compresi i due che ha già fatto) prima di poter chiedere misure alternative. P.N.

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