Il Tirreno

Prato

«Solo stereotipi». Il mondo gay si arrabbia

Mar.Lar.

Fa discutere l'annuncio dell'azienda che cercava un commesso omosex

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 PRATO. Segni particolari: commesso o commessa. Preferibilmente gay. Scritto a chiare lettere su un'inserzione di lavoro pubblicata da un quotidiano locale in vista dell'apertura di un nuovo negozio di abbigliamento donna a Pontassieve. «Perchè il gay ha caratteristiche che si prestano meglio per questo mestiere, ovvero la predisposizione verso la clientela femminile e il gusto del bello». Parola di Danilo Zanna, direttore del pratese gruppo Diddi che lancia la scommessa di un nuovo marchio moda, "Be careful", con l'apertura di un punto vendita a Pontassieve. E scoppia subito la polemica. Perchè a Daniele Nardini, direttore del portale gay.it, non va tanto giù che si affibbino al mondo gay degli stereotipi, negativi o positivi che siano (come in questo caso). «Premesso che esiste a livello nazionale e regionale una legge antidiscriminazione, mi piacerebbe che gli aspiranti addetti alle vendite venissero selezionati in base alle loro capacità e non allo status di etero o omosessuale». Ma il direttore del gruppo Diddi non si rimangia di preferire un dipendente omosessuale. E non teme neanche possibili sanzioni per eventuali ripercussioni legale legate alla maniera di formulare l'annuncio. «La mia è un'opinione personale di cui sono assolutamente convinto. In passato avevamo fatto pubblicare annunci con la ricerca di commesse donne. E quello non era discriminatorio?».  Il botta e risposta a distanza tra Zanna e Nardini continua. «Con annunci formulati in questo modo si rischia di cadere nella solita quantità di luoghi comuni che vedono al centro il gay», è convinto il direttore del portale www.gay.it. Rincara la dose il direttore del gruppo Diddi: «Non volevamo certo essere discriminatori ma ci sono determinate caratteristiche che fanno la differenza. Gli omosessuali ci sanno fare con la clientela».  Intanto il nuovo marchio "Be careful" ha salvato dalla crisi e creato una promettente fetta di mercato per tredici imprese pratesi che si occupano di arredo, confezioni e pelletteria. Nel negozio "Well I never" che aprirà a Pontassieve il 19 novembre si venderanno dunque articoli "made in Prato". Si aspettano solo i commessi (o le commesse: la ricerca è rivolta a due persone) che dovranno venderli. Possibilmente e preferibilmente gay, appunto.

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