Il Tirreno

Prato

Rivoluzione nelle tariffe dell'acqua

Il presidente Ato Goffredo Borchi
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Il presidente Ato Goffredo Borchi

Borchi punta sul riequilibrio: tagli ai nuclei numerosi, aumenti per i piccoli

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PRATO. Due tariffe: fino a 60 metri cubi d'acqua consumata e oltre i 60 metri cubi e stop agli aumenti calcolati su scaglioni crescenti. E la proposta del presidente Ato 3 Goffredo Borchi «per riportare le tariffe dell'acqua entro criteri di equità». Problema antico: le tariffe Publiacqua da sempre penalizzano i nuclei familiari con molte persone. «Perché i consumi - spiega Borchi, vicesindaco con delega all'Ambiente - sono calcolati sul costo del metro cubo d'acqua che però cresce esponenzialmente col consumo e le persone». In sostanza in una famiglia di 5 persone l'ultima doccia estiva costa quasi il triplo della prima. Per questo il presidente dell'Ato Acqua ha cercato la soluzione. «Quella trovata - spiega - è una formula intermedia». Che è già stata presentata ai Comuni soci dell'Ato (un bacino di un milione 300mila persone), ai sindacati ed è stata sottoposta anche alle associazione dei consumatori. «L'idea - continua Borchi - è stata condivisa dagli enti e dai sindacati, mentre le associazioni non hanno ancora risposto». Perché qualche perplessità ce l'hanno.  La rimodulazione della tariffa dell'acqua, infatti, se solleva le famiglie numerose da costi davvero importanti, va a gravare sui "singoli" o sui nuclei fino a tre persone. Effetto "domino" ineludibile, perché essendo quella dell'acqua una tariffa, prevede la totale copertura dei costi del servizio da parte dagli utenti con il pagamento delle bollette. E se si toglie da una parte, si deve aggiungere dall'altra.  Secondo i calcoli dell'Ato 3 l'accorpamento delle tariffe provocherà una diminuzione tra il 10 e il 20% della spese delle famiglie numerose con consumi alti ma comporterà aumenti intorno tra il 10 e il 15% per le famiglie con comsumi medi. In pratica per alcune fasce gli aumenti, invece del 5% previsto per il 2012 nel piano tariffario di Publiacqua, arriveranno almeno al 10%. «Mi rendo conto - continua Borchi - che le percentuali possono spaventare ma se gli aumenti li calcoliamo in numeri, sono di pochi euro l'anno».  Ma vediamo nel dettaglio. Oggi chi consuma fino a 60 metri cubi di acqua spende in dodici mesi una media di 60 euro. Chi invece ne consuma 120 ha bollette in media di 110 euro. Nella terza fascia, per consumi fino a 150 metri cubi, la bolletta media sale a 170 euro che diventano 260 di media se i consumi sono di 200 metri cubi. Schizzano a 360 euro quei nuclei che consumano 250 metri cubi e se si arriva a 300 metri cubi d'acqua il costo medio è di 510 euro l'anno. «Il calcolo è semplice - spiega il presidente Ato - se chi consuma 50 metri cubi ed è solo, spende 60 euro l'anno, chi è in una famiglia di cinque persone dovrebbe spendere 300 euro (60 moltiplicato 5 ndr) invece degli oltre 500». Con il nuovo calcolo l'aumento medio del 10% sulla prima fascia comporterà un incremento in bolletta di 6 euro: da 60 a 66 mentre il taglio sulle fasce alta arriverà fino a 150 euro.  Già in allarme il movimento per la Difesa dell'acqua. E' Giuliano Ciampolini, uno degli attivisti, a bocciare la proposta di riequilibrio perché giudicata «lontana dai propositi, invece giusti, dell'equità». Secondo Ciampolini: «Con i due scaglioni tariffari avrà un gran beneficio chi spreca acqua, un beneficio piccolo andrà alle famiglie numerose mentre un notevole aggravio economico toccherà alla stragrande maggioranza delle famiglie».

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