Attenzione
Cava, indaga la Corte dei Conti
Carlandrea Poli
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Una veduta di BaccheretoLa comunicazione è arrivata agli ex sindaci Cirri e Attucci
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CARMIGNANO. Fosse per Doriano Cirri sindaco di Carmignano la vicenda dovrebbe essere chiusa da un pezzo. Con l'accordo fissato a 800mila euro con la famiglia Bencini Tesi per l'esproprio dei terreni delle cave di Bacchereto per realizzare l'anfiteatro. Se non altro poteva giocare un fattore di stanchezza. Considerato che il fattaccio si consumò alla fine degli anni '80 e la guerra in tribunale scoppiò nel lontano 1994. Palleggiata da due giunte comunali e trascinata da due grandi quesiti: c'era un decreto amministrativo per autorizzare l'esproprio? C'era l'accordo per la cessione da parte dei proprietari? Entrambi i quesiti hanno avuto risposta negativa, tanto da convincere la giunta comunale tre anni fa a prendere il toro per le corna e a scendere a patti con i Bencini Tesi per trovare un accordo economicamente conveniente per entrambi. Oggi interviene la Corte dei Conti, che ha mandato ai due sindaci di allora Antonio Cirri e Alessandro Attucci e ai loro assessori - fra i quali spicca il nome dell'attuale primo cittadino Doriano Cirri - una comunicazione per indagini in corso. «Una procedura dovuta - prova a minimizzare Doriano Cirri -. Penso di aver fatto tutto il necessario per andare in contro all'interesse del Comune. In questo senso l'accordo che abbiamo trovato tre anni fa con la famiglia Tesi assicura una riduzione del danno». Per Cirri e gli altri amministratori coinvolti potrebbe restare in piedi, però, l'accusa di danno erariale. In questo scenario non uscirebbero dal Comune di Carmignano i soldi per rifondere la famiglia proprietaria della cava, ma proprio dagli amministratori. Questo nel caso la Corte dei Conti dovesse passare dall'atto di indagine alla condanna. «È ancora presto per dirlo - prova a sintetizzare Cirri, ma ben presto si lascia cogliere da un'amara ironia - Non conviene più fare il sindaco in Italia. Ci sono molte situazioni simili a quella di Bacchereto sparse in tutto il paese». Resta da capire, comunque, se in caso di condanna i due Cirri e gli altri protagonisti di questa storia saranno coperti o meno dall'assicurazione. «Io sono coperto da alcuni anni, quando diventai assessore con Antonio - spiega Doriano Cirri - però non ricordo quale tipo di tutela fosse prevista».
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