Italia
Cap punta sui viaggi religiosi
Carlandrea Poli
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In alto, un momento del convegno all’Hotel Datini Sopra, il presidente della Cap Giuseppe GoriL'azienda pratese investe nel turismo legato ai pellegrinaggi
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PRATO. Cap investe nel turismo. E lo fa dando particolare rilievo al suo cliente forte. Giovane o anziano poco importa, ma sicuramente cattolico. Così, partendo dal trasporto pubblico la cooperativa pratese pensa a rendere sempre più centrali nel suo business i viaggi di pellegrinaggio in Italia e all'estero. E pellegrinaggio è la parola chiave degli investimenti di Cap. Da qui la partnership commerciale con Eteria, già specializzata nei viaggi culturali e religiosi in Terra Santa e in luoghi di culto europei. Proprio dall'Europa vengono le novità nella strategia di Cap. Perché, pur restando nel listino le mete immancabili di Lourdes e di Medjugorje, Cap e i suoi alleati propongono due nuove piazze d'attrazione: l'Irlanda e la Repubblica Ceca. Ieri mattina, sono stati i rappresentanti turistici dei due paesi a tenere un brunch e subito dopo un convegno in collaborazione con Cap all'hotel Datini. E mentre l'Irlanda gioca tutte le sue fiches sul culto di san Patrizio, che culmina nelle celebrazioni del 17 marzo - molto sentito dagli irlandesi in tutto il mondo, tanto da essere festeggiato in grande anche dalla comunità emigrata nella lontanissima Australia - la Repubblica Ceca vuole portarci a spasso fra la Boemia e la Moravia. Un itinerario dello spirito, per fedeli e non, per condurre alle radici dell'Europa, secondo quanto promette l'ente nazionale turistico ceco. Ringalluzzito anche dal recente viaggio di papa Benedetto XVI, che ha restituito nuovo lustro di immagine alla cristianità. Come tutto questo si possa inserire nella politica aziendale di Cap è il direttore Giuseppe Gori a spiegarlo: «L'iniziativa viene fatta in un momento di grande difficoltà economica. Abbiamo deciso di investire sul futuro con un nuovo catalogo e con dei tour di pellegrinaggio anche in aereo. Vogliamo impostare in proposito una serie di incontri direttamente nelle parrocchie per incontrare e recepire le richieste dei pellegrini». Alla fine il valore aggiunto per Cap è significativo - si parla del 25-30% del giro d'affari di un anno - e rientra in una precisa logica aziendale. «Cerchiamo in questo modo di diversificare, facendo però una rete fra tutti i nostri servizi. Fuori di metafora: ci piacerebbe portare sempre di più lo studente o l'anziano che sale sulla Lam tutti i giorni a scegliere noi anche per viaggiare in luoghi di culto o di rilievo culturale». Un valore aggiunto alla fine valido per tutta la città, perché Cap questo vuole essere per Prato, un esempio al quale ispirarsi. «In un momento di crisi lo sviluppo passa anche da qui - chiarisce Gori - Il turismo ci permetterebbe quanto meno di uscire da un momento di mancanza di progettualità con degli elementi di novità».
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