Il Tirreno

Prato

Rsu pubblico impiego, si cambia

Barbara Burzi
Manuele Marigolli
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Manuele Marigolli

Campagna elettorale al via, coinvolti 4.500 lavoratori

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 PRATO. Sta per prendere il via la campagna per il rinnovo delle Rappresentanze unitarie sindacali (Rsu) nel pubblico impiego, un settore che a Prato interessa circa 4.500 lavoratori. Si voterà dal 5 al 7 marzo 2012 con un sistema che stabilisce in base al numero di dipendenti di ogni azienda (agenzie fiscali, enti pubblici non economici, enti locali, Asl e ministeri), quanti sono i rappresentanti sindacali da eleggere. Forte delle battaglie condotte negli ultimi anni, in particolare quelle contro le misure varate dal ministro Renato Brunetta, la Cgil regionale si candida a diventare il punto di riferimento dei circa 95mila dipendenti pubblici della Toscana impiegati in 650 strutture. E' in questa logica che si inserisce l'iniziativa "Stato siamo noi" in programma per domani mattina all'hotel Palace, dove è attesa la partecipazione di oltre 500 delegati da tutta la regione. Toccherà a loro riassumere in una decina di interventi i problemi relativi alle singole professioni: dalle ripercussioni dei tagli del governo al blocco del turn over e della spesa per il personale, dal blocco della contrattazione decentrata alle riorganizzazioni decretate dal livello centrale, fino alla scarsità di risorse. Interverranno Antonio Lazzaro (segretario generale della Funzione pubblica Cgil Toscana), Alessio Gramolati (segretario generale Cgil Toscana), Rossana Dettori (segretaria della Funzione pubblica nazionale) e Manuale Marigolli, che presto si dimetterà da sagretario della Camera del lavoro di Prato per entrare a far parte del drettivo regionale. Le elezioni si svolgeranno in ritardo perché rispetto alla scadenza naturale degli organismi Rsu, che vengono rieletti ogni tre anni, si sarebbe dovuto votare l'anno scorso. L'obiettivo della Cgil regionale è comunque quello di confermare il suo ruolo di leader nella rappresentanza dei lavoratori del pubblico impiego: nel 2007, infatti, la Cgil in Toscana ottenne il 44% dei voti, mentre Cisl e Uil rispettivamente il 26% e il 20%. «Le elezioni sono un banco di prova per misurare lo stato di salute delle organizzazioni sindacali - commenta Roberto Carletti, responsabile dell'organizzazione della Funzione pubblica regionale - una sfida da vincere e soprattutto l'occasione di potersi confrontare con i temi che riguardano la contrattazione dei singoli enti». «Anche per questo - aggiunge Lazzaro - il voto di quest'anno sarà la migliore risposta che il pubblico impiego potrà dare a chiunque abbia messo in discussione la rappresentatività del sindacato».

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