Italia
«Non c'è alternativa al tunnel»
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L’ex assessore Stefano CiuoffoIl raddoppio secondo l'ex assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo
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PRATO. «Se lei chiede a degli ingegneri se sanno fare un viadotto bello, cosa crede che le rispondano? No, li facciamo brutti? E se lei chiede agli stessi tecnici se costa meno un ponte o un tunnel, cosa crede che potranno rispondere? Ovviamente il ponte». Una premessa quasi scherzosa per Stefano Ciuoffo, ingegnere, ex assessore all'urbanistica della giunta Romagnoli, su un argomento che invece giudica serissimo: il raddoppio della Declassata al Soccorso. Tema delicato da affrontare dopo l'audizione del presidente degli ingegneri Paolo Spinelli alla Circoscrizione Centro, governata da Massimo Taiti, che con chiarezza ha affermato che, con i soldi contati, piuttosto di uno scavo in trincea, a cielo aperto, che creerebbe una cesura definitiva nella città, per il raddoppio delle corsie di marcia sarebbe certamente meglio una sopraelevazione. Ovvero il viadotto. «Il fatto è - spiega Ciuoffo - che le domande sono state poste male. Mi pare continui a mancare un approccio al progetto che usi metodi e strumenti idonei». Che sono quelli, per l'ex assessore, di una riflessione calata sulla realtà del Soccorso. «Non è un problema da risolvere in chiave di mobilità urbana, né da trattare come una questione di traffico o di viabilità - dice Ciuoffo - Non solo, almeno. Il raddoppio della Declassata in quel punto va pensato come una funzione dell'area e risolto con la migliore delle soluzioni urbanistiche». Partendo da alcuni dati di fatto oggettivi: «Il Soccorso è una zona tra le più delicate, molto densa e a rischio di degrado. I segnali - continua - ci sono tutti: costi delle case che scendono, avanzata delle comunità cinese che sceglie le zone meno pregiate proprio perchè lasciate libere dai vecchi occupanti. In più, ormai, è un'area centrale e non più periferica. L'esigenza quindi è quella della riqualificazione». Che, secondo Ciuoffo, ha un parametro preciso: «La qualità degli spazi pubblici. Ma se l'infrastrutturazione - aggiunge - arriva a soffocare gli spazi deputati al pubblico, quella sarà un'area destinata a restare marginale, una periferia grigia solcata da un'arteria urbana». Privilegiare la riqualificazione dell'area, per il professionista, significa solo una cosa: «Interrare le corsie della Declassata, riconnettendo davvero la città, recuperando spazi pubblici, dando modo all'area del Soccorso di compensare le proprie carenze preservando gli spazi verdi e in questo caso mi riferisco al parco dell'Ippodromo». Imprescindibile, dunque, la scelta del tunnel «se si ha - dice Ciuoffo - una visione strategica della città». Ma resta pur tuttavia aperta la questione delle risorse che per realizzare il tunnel, secondo i tecnici, raddoppiano rispetto al viadotto. «Premetto che la questione dei fondi come viene affrontata dell'attuale giunta - dice Ciuoffo - mi sembra uno specchietto per le allodole. Perchè non ci saranno risorse per nessuna soluzione possibile. E vedo anche la tentazione di scaricare le responsabilità con un ragionamento anche troppo semplice: i soldi non li mettiamo noi, se non arrivano e l'opera non si può fare, beh, non è colpa nostra. E invece una pubblica amministrazione responsabile i soldi, per soluzioni concrete, li va a cercare». Argomento sul quale l'ex assessore è ferrato: «L'aver cassato il progetto sull'ex Banci ha creato un altro problema, perchè interramento e raddoppio della Declassata in origine si finanziavano con gli extra oneri dell'intervento». Ciuoffo invita gli amministratori ad avere più coraggio: «Perchè oggi gli strumenti ci sono - aggiunge - E allora che trovino i soldi, predispongano i criteri, si assumano responsabilità e diano soluzioni ai cittadini. E poi basta ragionare sul viadotto in termini politici, un ponte - conclude Ciuoffo - non può essere né di destra né di sinistra. L'unica valutazione deve essere se migliora o no la qualità urbana».
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