Il Tirreno

Prato

«Il piano strutturale? Un'astrazione dalla realtà»

Simulata anche l'edificazione di parte del parco ex Ippodromo. «A Morisi un tapiro d'oro»

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 PRATO. In cinque anni è approdato all'adozione della variante Declassata e al confezionamento dello statuto del territorio, primo passo del nuovo piano strutturale, ereditato da questa amministrazione.  Ingegnere Ciuoffo è vero che lo statuto, ovvero le invarianti del territorio (verde piuttosto che aree vincolate) è stato recepito senza modifiche da questa amministrazione?  «No, non è così. A mio parere si sono dimenticati di mettere diverse cose tra le invarianti».  Tipo l'area ex Ippodromo?  «Tipo, appunto. Guardando gli elaborati presentati all'Urban center ce n'è uno nel quale si simula addirittura l'edificazione di una parte di parco».  C'è altro?  «Per esempio i corridoi verdi tra San Giorgio a Colonica e Paperino che a sud potrebbero acquisire un'altra destinazione di uso».  Da ex assessore all'urbanistica che giudizio dà del piano strutturale attuale?  «Mi pare che si sia lavorato più sui rendering, quindi su suggestioni e ipotesi, che sulla risoluzione dei problemi».  Anche sul Macrolotto zero, un'area che dalle indicazione del Piano verrà completamente modificata?  «Quello che ho visto sul Macrolotto zero non innesca alcun processo di riqualificazione. Ho sentito soluzioni accattivanti, ma impossibili da attuare in una realtà a così alta proprietà frazionata. Impossibile anche applicare la perequazione sullo stesso territorio, già denso e caricandolo addirittura di più».  Cosa manca, secondo lei?  «Mancano risposte alle trasformazioni in atto. Ho sentito discorsi sulla crescita, sullo sviluppo, ma siamo sicuri che questa sia la fase che sta attraversando la città? Questo piano mi appare come un'astrazione dal reale, concepito con soluzioni che sfuggono».  Sa che venerdì prossimo terminerà il periodo dedicato alla partecipazione, la fase di presentazione del piano alla città?  «Certo e vorrei in quell'occasione consegnare un "tapiro d'oro" a Massimo Morisi. Quando era garante della partecipazione della Regione, nonostante la cinquantina d'incontri nei quartieri e all'Urban center, ci ha criticati aspramemte. Ora invece che è diventato garante del Comune, cinque incontri nelle circoscrizioni e una kermesse in via Mazzini gli sono bastati». C.O.

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