Il Tirreno

Prato

Fallita anche la Gommatex Spa

G.C.
La sede della Gommatex
◗
La sede della Gommatex

Accolte le istanze anche per altre tre società

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il gruppo Sasch, poco a poco, sta cadendo a pezzi. Dopo l'istanza di fallimento in proprio avanzata per la capofila, e accettata dal tribunale di Prato, stessa sorte è ora toccata ad altre quattro società: la Gommatex Spa (società che curava l'amministrazione), la Go-Real Estate (immobiliare), la Jersey (produzioni in maglia), la Go-Fin (la finanziaria).  Per ciascuna è stata presentata istanza di fallimento in proprio. La stessa mossa che le famiglie Cenni e Giovannelli ha adottato con la Sasch quando è apparso evidente che l'ipotesi del concordato preventivo stava inesorabilmente naufragando. Procede quindi tutto come previsto.  Le società, nei fatti, erano ormai inattive da tempo. I ventidue dipendenti della Gommatex Spa sono in cassa integrazione straordinaria dall'autunno 2010. Qualcuno è già andato in pensione, qualcuno è stato richiamato al lavoro dai commissari che curavano il concordato ma solo per brevi periodi. Davanti a loro ci sono molti punti interrogativi anche se c'è chi non esclude che alcuni di loro possano essere ricollocati in altre aziende.  Resta ancora da vedere che destino avranno altre quattro società del gruppo Sasch: la Gommatex Finanziaria, la Trt, la Gommatex Poliuretani e l'Informatica 2000. Per queste sarebbero allo studio nuovi progetti di concordati, mentre appare ormai quasi scontata l'ipotesi che venga presentata dai due curatori del fallimento Sasch, i commercialisti Leonardo Castoldi ed Evaristo Ricci (gli stessi che avevano esplorato l'ipotesi del concordato preventivo), l'istanza di fallimento anche per la newco Via Monteverdi. Sono stati infatti eseguiti i sequestri che erano stati chiesti relativamente alla rete distributiva e a quella commerciale, a causa dei mancati pagamenti degli affitti o delle merci. I curatori fallimentari Castoldi e Ricci sono stati nominati custodi giudiziari. Una volta risolto il contratto di affitto, insomma, la newco Via Monteverdi, costituita a suo tempo dalle famiglie Cenni e Giovannelli ma poi passata sotto il controllo di nuovi soci, sta poco a poco diventando una scatola vuota sotto i colpi decreti ingiuntivi e di sequestri giudiziari. Un meccanismo a catena generato dalla mancata offerta di acquisto del marchio Sasch e degli immobili, facendo così venire meno un anello fondamentale del concordato: quei 22 milioni che sarebbero dovuti andare ai creditori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze