Il Tirreno

Prato

«Protestiamo ma vestiti»

Ilenia Reali
Lorenzo Guazzini Gaia Gualteri e Andrea Cavicchi a lato la pagina del Corriere
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Lorenzo Guazzini Gaia Gualteri e Andrea Cavicchi a lato la pagina del Corriere

Gli imprenditori pratesi si sentono abbandonati in mezzo alla crisi

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 PRATO. Non è la rabbia a prevalere e neppure le voglia di utilizzare mezzi originali per farsi sentire. Però anche gli imprenditori di Prato sono preoccupati per le loro aziende e per le ripercussioni che ci sono sul lavoro e sulle loro attività. Il presidente degli industriali pratesi Riccardo Marini non si spoglierebbe sul giornale come il collega trevigiano ma non nasconde di essere profondamente depresso per la situazione. «Stiamo vivendo molto male la situazione - dice - perché nonostante tutto ciò che di buono facciamo per le aziende e i lavoratori non ne tiriamo fuori niente di buono e non è certamente per responsabilità nostre. Ci si alza la mattina e non si sa mai che strada prendere, non si sa neppure cosa accade il giorno dopo. Si è impotenti: non conta più quello che si fa».  E gli istituti di credito non danno certamente una mano. Il denaro costa moltissimo. «E ci sono aziende - aggiunge il presidente - che avrebbero le carte per salvarsi e che invece in questa situazione non hanno alcun aiuto dalle aziende di credito».  E anche l'imprenditore Lorenzo Guazzini non si discosta molto da quanto pensa Marini. «Già il mestiere dell'imprenditore - dice - è difficile e se poi lo facciamo in un paese come il nostro dove non si agevola l'impresa è ancora peggio. E quando parlo di impresa non intendo agevolazioni per gli imprenditori ma per il lavoro: mi vergogno a pagare gli stipendi ai miei dipendenti quando so quanto realmente pago per quelle misere buste paga. E se poi mi dicono che devono pagare anche il ticket al pronto soccorso beh, mi pare ridicolo. Aggiungiamo che anche quando andiamo all'estero non c'è un sistema paese che ci sostiene. Ho 33 anni e sono stufo, un folle a crederci ancora».  «Le aziende è come se facessero una guerra con i fucilini e dall'altra parte hanno i cannoni. Nessuno studia una strategia e anzi, lo Stato se può ci spara addosso. Fa bene la Marcegaglia a spingere sul Governo».  Per Andrea Cavicchi c'è un problema di costi, di tassazione, di necessità di far tornare competitive le aziende («si sa quanto costa il gas qui e quanto in Austria?). Per Gaia Gualtieri, presidente dei giovani industriali, la situazione è difficile. Ormai da tempo. «E - commenta - una cosa è certa. Non dobbiamo soffermarci sulla forma della comunicazione scelta per protestare ed è la sostanza che conta. Su questo il collega trevigiano che protesta ha ragione da vendere. E fa male vedere che la politica non fa neppure quel poco che potrebbe fare per aiutarci. Forse è questo dolore che lo ha spinto a spogliarsi mettendo a punto una comunicazione shock. Aveva bisogno di farsi sentire».  Proprio come tutti i colleghi imprenditori pratesi.

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