Sicurezza
Prelievi al Giovannini: che odissea
Ba. Bu.
L'Asl sta preparando l'ampliamento dei presidi periferici
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un tempo d'attesa di due ore è il minimo che può capitare a chi si reca al centro socio-sanitario "Roberto Giovannini" per effettuare un prelievo del sangue. E' capitato ieri mattina a un cittadino, che avendo necessità di farsi le analisi, si è presentato all'accettazione alle 9 in punto. Erano moltissime le persone che a quell'ora avevano già preso d'assalto la struttura. «Mi è toccato il numero 134 e dopo due ore di attesa avevo ancora 37 persone davanti» racconta l'uomo dopo aver passato la mattinata in sala d'attesa. L'affluenza altissima che ogni giorno fa registrare un numero così elevato di accessi, provocando disagi ai cittadini, è dovuta principalmente al fatto che alla struttura di via Cavour si può accedere senza prenotazione. La comodità di decidere all'ultimo momento quando richiedere un prelievo, si paga col rischio di imbattersi in lunghe file d'attesa. «Nel 2010 abbiamo effettuato quasi 298mila prelievi del sangue, di cui oltre 66mila al Giovannini con una media di 5000 accessi mensili - dichiara Maurizio Barontini coordinatore delle attività sanitarie territoriali - nonostante ci siano sedici punti prelievo spersi in tutta la provincia di Prato. La prenotazione è obbligatoria nei distretti per agevolare le richieste dei cittadini e snellire i tempi d'attesa: qui, infatti, la forbice va dai 1700 ai 600 appuntamenti al mese. Ma forse non tutti sanno che oltre ai distretti e al Giovannini anche alcune associazioni di volontariato come Misericordia e Pubblica Assistenza mettono a disposizione il servizio prelievo (per esempio a Casale e a san Giusto), per cui non c'è bisogno di appuntamento. Basta recarsi sul posto nell'orario di apertura dello sportello». A questo proposito, per agevolare i cittadini, l'azienda sta realizzando una mappa cartacea dei presidi distrettuali dove è possibile effettuare le analisi. «La brochure contenente orari, indirizzi e modalità d'accesso sarà consegnata a tutti gli utenti dall'inizio del prossimo anno - continua Barontini - nel frattempo, sono in corso trattative di accordo con le associazioni di volontariato, che dovrebbero portare all'apertura di tre nuovi presidi: Chiesanuova, Figline e Oste. Forse anche uno in centro, ma è ancora presto per dirlo». Quanto al Giovannini, ci sarebbe anche un'altra spiegazione dietro gli eccessivi tempi di attesa provocati da lunghe code. E cioè la carenza di personale con cui l'azienda ospedaliera deve fare i conti. «Il momento più critico è quello dell'accettazione - spiega Barontini - allo sportello si crea una sorta di imbuto che rallenta lo scorrere della fila, mentre il servizio di prelievo è piuttosto veloce. La nostra intenzione è quella di aumentare il numero di sportelli passando il prima possibile da cinque a sette. Purtroppo, in alcuni presidi siamo stati costretti a ridurre il numero di giorni messi a disposizione per il servizio a causa della mancanza di personale. L'azienda cercherà di risolvere anche questo problema attraverso un'azione mirata di razionalizzazione»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
