Il Tirreno

Prato

Prego, ripassi fra nove mesi

Barbara Burzi
Prego, ripassi fra nove mesi

Attraverso il medico curante una corsia preferenziale

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PRATO. Nove mesi di attesa per una visita ai reni. Un tempo lunghissimo quando si tratta di prestazioni mediche, eppure è quanto si è sentito rispondere un cittadino pratese che si è rivolto al Cup per prenotare una visita nefrologica a sua moglie. La difficoltà a smaltire la richiesta di prestazioni, nel caso specifico, sarebbe dovuta all'insufficienza di personale. Il direttore di reparto Marcello Amato precisa: «I casi segnalati dal medico di famiglia allo specialista avranno la priorità».  Sul fronte delle visite specialistiche che non sono sottoposte alle disposizioni regionali che impongono un limite di tempo per l'erogazione, il caso di nefrologia balza subito agli occhi per i 262 giorni che si è costretti ad attendere prima di ricevere la prestazione richiesta. Chi prenota una visita oggi, avrà l'appuntamento per giugno come è successo al signore che nei giorni scorsi ha segnalato al Tirreno il suo caso. Seguono la diagnostica vascolare con 169 giorni, e visite auxologiche pediatriche per cui bisogna attendere fino a 101 giorni e quelle algologiche con 87 giorni.  «Nel caso di nefrologia - spiega il direttore di reparto Marcello Amato - i tempi di attesa non superavano i 20 giorni finché sono ci non venuti a mancare due medici per motivi di maternità e un altro sarà trasferito a breve. Di conseguenza il numero di ambulatori si è ridotto provocando un rallentamento nei tempi di risposta».  Nel frattempo, al problema è stato trovato in parte rimedio ricorrendo all'aiuto dei medici di famiglia, verso i quali «da dieci anni viene svolta un'opera di sensibilizzazione per stabilire un legame stretto tra territorio e specialità». Nella pratica, cosa significa? «E' stato definito un accordo in base al quale - continua Amato - alle priorità viene riservata una corsia preferenziale. Cioè, se un medico riscontra un'alternazione nei risultati di esame del proprio paziente può mettersi direttamente in contatto, 24 su 24, con lo specialista di turno, il quale deciderà se visitare subito il paziente oppure no».  Quanto alle visite da garantire entro le due settimane, non risultato casi clamorosi di ritardo nell'erogazione della prestazione. L'unica visita che sfora il limite dei 15 giorni è quella neurologica: qui bisogna attendere 18 giorni dopo la richiesta. Alcune visite diagnostiche devono essere effettuate entro un mese, ma ci sono casi in cui i tempi previsti non vengono rispettati. Nell'eventualità in cui l'azienda sanitaria risulti inefficiente rispetto all'erogazione delle prestazioni e quindi non risponda nei tempi stabiliti, dovrà riconoscere all'utente un risarcimento economico di 25 euro come stabilito dalla delibera regionale 143 del 27 febbraio 2006. «Generalmente i tempi di attesa per visite specialistiche sono abbastanza contenuti - commenta il direttore sanitario Antonio D'Urso - rispetto a qualche anno fa sono diminuite anche le liste per la diagnostica, di cui veniva fatto a sproposito un uso massiccio. Il tempo d'attesa richiesto una visita nefrologica non è comunque accettabile, per questo mi dedicherò presto al problema aumentando l'offerta aumbulatoriale nel giro di una ventina di giorni».

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