Sicurezza
Fava: «Ora Paradiso si faccia da parte»
Carlandrea Poli
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Il deputato Gianni Fava Il neocommissario della Lega "silura" il capogruppo in consiglio
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PRATO. «Emilio Paradiso metta a disposizione della Lega il suo scettro di capogruppo in Comune». In chiave pratese è questo il messaggio più denso che vuole far recapitare il neocommissario regionale Gianni Fava, a distanza di qualche ora dal primo incontro con i militanti di Prato. All'orizzonte non ci sono sospensioni ed espulsioni contro i "ribelli" che hanno causato dopo un lungo braccio di ferro le dimissioni del segretario toscano Claudio Morganti. Ma l'azione di Fava è tesa a riaffermare un principio basilare: i militanti danno le indicazioni agli eletti. E in rapporto alla giunta mette una pietra sopra alla ricerca di poltrone da assessori, perché quello che conta è portare il sindaco Cenni a fare politiche leghiste. Onorevole che clima ha trovato a Prato? «L'animosità si è sprecata a sufficienza. Manca indubbiamente la serenità, ma è un clima accettabile. Tutti si sono mostrati disponibili al dialogo». E' sorpreso? Insomma, prima della sua nomina Morganti e i ribelli si tiravano le pietre. Ora sembra scoppiata la pace. È merito suo? «Chi si aspettava che arrivassi a fare l'angelo vendicatore si sbagliava di grosso. Il mio unico interesse è di trovare la sintesi». A Prato comunque avrà trovato un partito spaccato fra Morganti-Soldi da una parte e Paradiso-Tosoni dall'altra. «Mi infastidiscono queste categorie. Io faccio sempre una distinzione fra chi è vicino e chi lontano alla Lega. L'europarlamentare Morganti gode della fiducia della maggior parte degli iscritti a Prato e Soldi è soprattutto un leghista di buon senso. Trovo irrilevante che sia vicino o meno a Morganti. Anche Paradiso e Tosoni sono uomini della Lega. È chiaro che tutti dovranno fare una piccola rinuncia». La segreteria comunale in passato ha già chiesto un sacrificio a Paradiso, cioè di lasciare a Soldi il posto di capogruppo. «Sono pronto al colpo di spugna sui pronunciamenti passati, ma ad una condizione». Quale? «D'ora in poi dovranno essere accettate le indicazioni della segreteria. Io sono qua a ribadire alcuni principi. La designazione del capogruppo in Comune, ovunque la Lega segga, avviene in base al volere dei militanti espresso dalla segreteria». Tradotto: Paradiso deve farsi da parte? «Come ho detto, tutti devono fare un passo indietro. Paradiso ha svolto con entusiasmo il ruolo, ma non è legittimato a restare lì per sempre». Ha messo nel conto che il principio del passo indietro possa non essere recepito? «In quel caso sono pronto ad assumere delle scelte drastiche, perché si dimostrerebbe scarso affetto verso la Lega». Pensa che sia ancora attuale il dibattito di un assessore della Lega in più in giunta, in ragione del 5% di cittadini che rappresenta? «Non sono attratto dal Cencelli, se vuole alludere a questo. Sarebbe un piatto di lenticchie, quando la Lega merita di avere più visibilità politica. Questa è la vera sofferenza del militante pratese. Con Cenni vorrei negoziare due punti qualificanti: immigrazione e sviluppo».
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