Sicurezza
«Confronto sui programmi»
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La capogruppo Pdl in Provincia Cristina AttucciNuovo corso dei "magnolfiani" in un lettera ai coordinatori Pdl
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PRATO. Premessa: «Di fronde all'interno del Pdl non ce ne sono. E questo documento lo dimostra». Tre pagine, una trentina di firme. E' il "nuovo corso" del Pdl pratese, di quella parte, almeno, che ha eletto leader Alberto Magnolfi, promosso da Cristina Attucci e Francesco Innaco. «La nostra volontà - spiegano la capogruppo Pdl in Provincia e il consigliere comunale - è quella di riportare il partito a discutere sui temi in un confronto vero e non di facciata, certamente anche in vista dell'appuntamento congressuale». Sette punti, precisi: il Pdl chiede a se stesso, o meglio a quella parte che fa capo ai coordinatori provinciali (Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi) quali proposte e quali indirizzi hanno per uscire dalla crisi, sui giovani, sul sociale e sicurezza, sulle tematiche urbanistiche (ospedale ed ex Banci), sulle partecipate e in merito al rinnovamento dei vertici per «non cristallizzare l'emarginazione di una parte cospicua del partito dalla direzione, dalla vita quotidiana e dai momenti decisionali». Un passaggio, quest'ultimo, indicativo della volontà di un gruppo di iscritti di avere ruoli diversi. Attucci e Innaco, fanno un'altra premessa: «Indiscusso e indiscutibile l'appoggio al sindaco Cenni e alla sua giunta, ma il partito può trovare strade più incisive per coadiuvarlo nel rapporto con la città e si può porre in maniera più propositiva sui temi di interesse comune». La volontà - affermano - non è quella dello scontro ma del confronto «senza personalismi però - è il parere di Attucci - e su un programma strutturato». La bozza è appunto contenuta nel documento «che noi vogliamo - aggiungono - venga discusso dal partito, trovano tempi e modi adeguati, prima della tornata congresuale, per cercare una convergenza vera sui temi proposti». Al momento non c'è alcuna intenzione di presentare candidati alternativi al ticket Mazzoni-Bernocchi nè mozioni di contrasto: unitarietà è la parola d'ordine. Ma solo «se la sintesi sarà trovata. Altrimenti - concludono - la contrapposizione avverrà sui punti programmatici».
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