Il Tirreno

Prato

Venticinquenne dell’Unione Prato Sesto accusato di lesioni a un avversario

Rugbista denunciato per un pugno

Un’azione di gioco
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Un’azione di gioco

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 PRATO. La giustizia penale entra a gamba tesa nel campo che sarebbe di competenza della giustizia sportiva. E' questo il senso di una denuncia nei confronti di un giocatore pratese dell'Unione Prato Sesto Rugby, ora accusato di lesioni personali aggravate in relazione a una partita di rugby disputata alla fine della scorsa stagione sul campo del Cus Perugia.  La notizia arriva dalla Questura del capoluogo umbro e ha destato un certo scalpore nell'ambiente, perché è uno dei rari casi in cui un'azione violenta durante una competizione sportiva finisce davanti a un giudice che non sia il giudice sportivo.  Il venticinquenne N.G., con un passato nei Cavalieri e ora in forza alla formazione Prato Sesto, è accusato di aver colpito con un pugno a un occhio un avversario del Cus Perugia, mentre il gioco era fermo.  «Finora nessuno mi ha comunicato niente ufficialmente - spiega il diretto interessato - Di quell'episodio ricordo che il mio avversario mi aveva trascinato fuori dal campo e io per rientrare ho fatto un movimento brusco e probabilmente l'ho colpito al volto, involontariamente. Mi ricordo che aveva una ferita a un sopracciglio, ma l'arbitro non ha nemmeno fermato il gioco e non ha ammonito o espulso nessuno». Secondo la polizia, invece, il pugno è stato sferrato durante un'interruzione del gioco. La Questura di Perugia riferisce che la squadra di polizia giudiziaria della divisione anticrimine ha acquisito i filmati della partita «rilevando che l'azione violenta era del tutto volontaria e non conseguente al gioco».

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