Finanza
Sasch, sequestrati beni e negozi
Accolto il provvedimento nei confronti di Via Monteverdi
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PRATO. E' stata accolta la domanda di sequestro dei negozi e dei beni di pertinenza dell'azienda Sasch nei confronti della newco via Monteverdi. Custode è stato nominato il legale dei curatori fallimentari. I liquidatori prima di presentare istanza di fallimento avevano infatti presentato 9 sequestri e 18 decreti ingiuntivi sulla base di un credito vantato nei confronti della newco di circa un milione e 300.000 euro. All'atto pratico per quanto riguarda i negozi non accadrà niente: l'obiettivo del sequestro, effettuato in via cautelativa per tutelare i creditori, non porterà alla loro chiusura. «L'obiettivo di tutti - spiega l'avvocato delle famiglie Cenni e Giovannelli, Gianni Baldini - è quello di tutelare i creditori, salvare il marchio e i negozi. E' per questi motivi che abbiamo con i liquidatori portato avanti delle iniziative, come la richiesta dei sequestri, che i curatori fallimentari stanno riprendendo». Si attendono ora ulteriori provvedimenti nei confronti della newco Via Monteverdi (passata di mano negli ultimi mesi e da quel momento, secondo la tesi sostenuta dai liquidatori, diventata creditrice nei confronti delle aziende del Gruppo) e non è escluso che la prossima notizia sia legata a un fallimento anche alla luce dei numerosi decreti ingiuntivi presentati. Non sembrano esserci novità negative per quanto riguarda le aziende produttive per cui sono stati revocati i concordati («il prima possibile presenteremo le nuove proposte», spiega il commercialista Lorenzo Galeotti Flori) per cui stanno andando avanti i percorsi di affitto delle newco avviate mesi fa. Da quello che si comprende servirà, per Sasch e le società di distribuzione, ancora qualche settimana per capire cosa accadrà del marchio e dei negozi. I Cenni e i Giovannelli sono infatti impegnati a far fronte alle emergenze che via via si presentano e sono quindi rimandate eventuali ricerche di nuovi soci pronti a rilevare la «parte buona» rimasta. Continua a farsi strada infatti l'ipotesi di ricordo a un concordato fallimentare. I.R.
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