Italia
Ora scappano anche i residenti
Barbara Burzi
◗
A sinistra Piazza del Pesce utilizzata come parcheggio Sopra, Duccio Mantellassi titolare dellomonimo negozio di calzature e a destra Enrico Andrei che gestisce il negozio di ortofrutta in via Firenzuola, uno degli ultimi esercizi rimasti ancora aperti in quel vicolo alle spalle del Palazzo Comunale Via Firenzuola, via dei Cimatori, via dei Sei sempre più vuote
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Basta fare una passeggiata lungo i vicoli del centro storico per accorgersi che ci sono intere zone che si stanno spegnendo. Strade come via Firenzuola, via dei Sei e via dei Cimatori sono sempre più costellate di vetrine e spazi desolatamente vuoti: una brutta sorpresa nella quale potrebbe imbattersi chiunque, in vista del Natale, decida di recarsi a Prato per fare shopping. Via Firenzuola al buio. Se l'obiettivo è incontrare qualche residente, quelli che ancora resistono a non andarsene da via Firenzuola prima o poi passano tutti dal negozio di ortofrutta di Enrico Andrei. La sua bottega è una delle poche che vivacizza la strada da quando anche il mercatino del Pesce è stato eliminato. «Bisognerebbe fare qualcosa per riportare la gente in centro - afferma l'ortolano - se chiudono i negozi, se ne andranno anche i residenti, che qui lamentano soprattutto l'assenza di illuminazione. Dopo una certa ora, non si vede più nessuno a piedi». Quel parcheggio al posto del mercatino. «Purtroppo - commenta la proprietaria del negozio Mt Video - la strada è rimasta emarginata, soprattutto da quando è stato mandato via il mercato da piazza del Pesce. Il Comune aveva promesso di riattivarlo per agevolare il passaggio di persone, ma al posto delle bancarelle si vedono le auto dei dipendenti comunali che utilizzano la piazzetta come parcheggio». Troppo degrado, vado via. Nei pressi della sua abitazione si trovano i bagni pubblici di via Manassei: «Fuori c'è di tutto - racconta Enrico Castellani, residente della zona da 25 anni - rifiuti di ogni genere e siringhe sporche. Non mi piace più abitare qui, il degrado è aumentato e la sera c'è da aver paura». «Il problema è anche la qualità dei negozi - aggiunge Cristiano Salimbeni - alla gente piace vedere le belle vetrine, mentre in questa strada, a parte le botteghe di alimentari, gli standard sono piuttosto bassi». Non è della stessa opinione Duccio Mantellassi, residente e proprietario dell'omonimo negozio di calzature: «Mi piace vivere in centro - ammette - ma andare in giro e vedere solo vetrine vuote e fondi sfitti è desolante». Sfitto da sei anni. A due passi dalla centralissima via Garibaldi, via dei Sei non è nemmeno sfiorata dallo struscio del sabato. Non è solo per questo però che gli spazi non sono appetibili per i commercianti, nemmeno se costano il giusto. «Chiediamo 1.500 euro trattabili per cento metri quadri - dichiara Massimiliano Gori, proprietario del fondo al numero 4 di via dei Sei - il fatto è che non c'è richiesta. Questa strada è stata abbandonata a se stessa, l'illuminazione è inesistente e da parte dell'amministrazione non è stato fatto niente per rimuovere le auto che vengono parcheggiate lungo la via davanti alle vetrine. Oltre a non effettuare i controlli, non ci sono nemmeno le telecamere: l'unica volta in cui ho dato in affitto il fondo in sei anni, è stato a un commerciante di borse che ha subito due furti in un giorno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
