Il Tirreno

Prato

La donna è stata uccisa in provincia di Cagliari, non se ne avevano più notizie da giovedì

Scomparsa, la trovano morta

Il ritrovamento del cadavere dell’ex infermiera
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Il ritrovamento del cadavere dell’ex infermiera

Denunciata dalla figlia a Prato la sparizione di un'ex infermiera

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 PRATO. Vive a Prato una delle figlie di Maria Irene Sanna, l'ex infermiera di 64 anni il cui cadavere semicarbonizzato è stato trovato venerdì su una strada sterrata che conduce al lago del Cixerri, in provincia di Cagliari. Ed è a Prato, sabato, che la scomparsa della donna è stata denunciata per la prima volta dalla figlia. Ieri, dopo cinque giorni, il corpo è stato identificato.  La figlia di Maria Irene Sanna non poteva ancora sapere che il corpo trovato in provincia di Cagliari era quello della madre. La donna si è limitata a segnalare la scomparsa della madre ai carabinieri, forse sperando che fosse venuta in Toscana e per qualche motivo si fosse persa.  Maria Irene Sanna, residente ad Assemini, era sparita da casa giovedì scorso e da quel giorno il suo telefono cellulare è rimasto muto. A segnalare per prima la scomparsa ai carabinieri di Prato era stata sabato, come detto, una figlia che vive a Prato, ma senza metterla in alcun modo in relazione con il cadavere non identificato. Il giorno successivo, la figlia dell'ex infermiera ha presentato formalmente denuncia di scomparsa alla caserma dei carabinieri di Assemini.  La donna uccisa era stata vista l'ultima volta giovedì a Cagliari, poco dopo le 18: lavorava come badante a ore in diverse famiglie del Cagliaritano, ma attraversava un momento difficile in famiglia. Il caso della sua scomparsa è stato segnalato anche sul sito della trasmissione di Raitre "Chi l'ha visto?".  A evidenziare che il cadavere senza nome potesse essere quello di una donna più matura, attraverso l'esame della calotta cranica, era stato il medico legale. Resta da capire come la vittima sia stata uccisa, dove e da chi. Accanto al corpo è stata trovata una valigia dal contenuto distrutto dal fuoco, con l'eccezione di una catenina da pochette e di una custodia rigida per occhiali. Il cadavere era seminudo e scalzo. Secondo gli inquirenti l'omicidio è stato compiuto altrove.  All'identificazione della donna i carabinieri sarebbero arrivati oltre che con gli esami tecnico-scientifici condotti dal Ris anche con un lavoro di indagine "vecchio stile". Martedì una figlia e un genero dell'infermiera sono stati sentiti a lungo nella caserma di via Nuoro a Cagliari per ricostruire gli ultimi movimenti di Maria Irene Sanna e per consentire l'effettuazione dei prelievi necessari per la comparazione del Dna.

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