Il Tirreno

Prato

Intervento della vice presidente Giorgi

«Ripartiamo dalla discussione su lavoro per i giovani e concertazione»

Ambra Giorgi   vicepresidente Provincia

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 PRATO. Ambra Giorgi, vicepresidente in Provincia, interviene su lavoro e concertazione.  «In occasione della prima rassegna sul "Lavoro al Centro", circa sei mesi fa, ho proposto alle parti sociali del distretto industriale di uscire dalle secche di una concertazione solo difensiva, certo necessaria, ma priva di spinte verso il futuro, per provare a lavorare, tutti assieme, ad una ipotesi di "percorso di inserimento lavorativo" a tutele crescenti, che utilizzasse gli strumenti attualmente disponibili per agevolare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro: partire da un tirocinio, per passare all'apprendistato, per poi andare a tempo indeterminato. Il tutto sostenuto da un patto, vero, tra le parti sociali e dall'impegno politico ed economico delle istituzioni, prima fra tutte la Provincia. Ebbene, perché non proviamo a riparlarne? Perché, invece di offrire pericolose sponde a un governo che deve essere solo lasciato cadere, non proviamo a discuterne insieme, nel giro di un mese, in una occasione pubblica a cui invitare anche gli autori delle più interessanti proposte in materia?» «Certo non sorprende che dalle menti di personaggi come i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta possa venir fuori solo l'ennesimo tentativo di sabotare la già fragile concertazione sociale. Ciò che invece sorprende, e dispiace, è che autorevoli esponenti di area democratica, abbocchino all'esca del governo ed escano dal coro per formulare o rilanciare proposte che, se nel merito possono senz'altro essere un valido spunto di discussione per una seria e autentica riforma del mercato del lavoro e del nostro vetusto e iniquo sistema di ammortizzatori sociali, in questo momento hanno il solo effetto di essere strumentalizzate dai Sacconi o Cicchitto di turno. Infatti, oggi esponenti governativi indicano le proposte di Pietro Ichino come la falsariga da seguire per la nuova disciplina del mercato del lavoro annunciata nella lettera all'Unione europea, ma, ovviamente, nella lettera inviata a Bruxelles di sostegno al reddito universale non c'è traccia, come non si parla di iniziative di riqualificazione e ricerca della nuova occupazione. Per questo, credo che con questo governo non possa esserci alcun margine di discussione o trattativa su temi delicati come questi. Credo che le parole pronunciate domenica dal ministro del Lavoro, che denunciavano un inesistente rischio terrorista, siano la migliore dimostrazione di quali siano i veri intenti di questa maggioranza agonizzante, che da mesi non fa che sabotare l'intesa che le parti sociali, liberamente, hanno raggiunto il 28 di giugno. Viceversa, un fronte di forze riformatrici che aspiri a governare seriamente il Paese, ha il dovere di formulare una proposta. La proposta di Ichino, è solo una tra quelle in campo.  Ma voglio ricordare quella, più articolata e interessante, di Cesare Damiano, per un contratto unico di inserimento formativo della durata di tre anni, al termine del quale stabilizzare il rapporto di lavoro con un incentivo economico».

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di Redazione web