La manifestazione
Già previsto un istituto comprensivo da 1800 alunni a Montemurlo e lunione del IV circolo con la media Fermi
No all'accorpamento delle scuole
Miriam Monteleone
I sindacati si mobilitano: temono l'aumento del lavoro e la perdita di posti
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PRATO. Cisl e Cgil scuola contestano le soluzioni di dimensionamento scolastico, proposte dalle amministrazioni comunali di Prato e Montemurlo. Secondo il decreto legge 98/2011, le Regioni - dal prossimo anno- dovranno adeguarsi al modello degli istituti comprensivi, accorpando direzioni didattiche con istituti secondari di I grado, in modo da raggiungere il parametro di 1000 alunni per istituto. Al momento, sulla nostra provincia, sono state ipotizzate a Montemurlo la formazione di un istituto comprensivo di 1800 alunni e a Prato l'accorpamento del IV Circolo didattico con la scuola media Fermi. Ma, mentre i comuni stanno già pianificandole soluzioni per la delibera da inviare in Regione, i sindacati pensano alle ripercussioni della manovra sugli utenti e sul personale (in particolare sui lavoratori Ata e quelli delle segreterie didattiche). Cisl scuola per discutere del nuovo dimensionamento scolastico, in questi giorni, ha organizzato una serie di assemblee. La prima si è tenuta ieri all'ex Isa di Montemurlo, mentre un'altra - per il personale docente della scuola secondaria (medie e superiori) e Ata - è in programma il 9 novembre (dalle 8,10) all'auditorium del Keynes. La terza, per il personale docente ed Ata della scuola dell'infanzia e primaria, si terrà invece il 10 novembre alla stessa ora al Datini. «Siamo molto perplessi sulla gestione di questi futuri istituti comprensivi - fa sapere Filippo Coralli della Cisl scuola. Un dirigente si troverà a dover far fronte a 1800 alunni, a rispondere ad altrettanti genitori, senza contare la mole di lavoro per le segreterie didattiche e la perdita di posti per il personale Ata. Gli amministratori hanno concordato questi accorpamenti con i dirigenti scolastici senza consultare le famiglie o i lavoratori che potrebbero uscirne penalizzati». «C'è una legge e le scuole devono adeguarsi- aggiunge Coralli- questo lo comprendiamo, ma non c'è tutta questa fretta né tutta questa necessità di sopprimere istituti. Le scuole della provincia di Prato discostano dai parametri per il 3%. Cerchiamo piuttosto di rendere questo accorpamento più indolore per utenti e lavoratori. L'operatività e l'efficienza delle scuole con il benessere degli alunni vengono prima di tutto». «Concordiamo con le posizioni di Cisl- fa sapere anche Daniele Monticelli di Cgil scuola- con tutti questi utenti come fa una dirigenza scolastica a mantenere rapporti diretti con ragazzi e famiglie. Chiediamo inoltre un posticipo dell'applicazione della legge, in modo da permettere un'opportuna valutazione delle operazioni di aggregazione degli istituti. Non è possibile fare una sola valutazione quantitativa. Le Regioni dopo tutto si sono impegnate a raggiungere l'obiettivo entro l'anno scolastico 2014- 2015. Restano ancora molte questioni da chiarire. A questo proposito abbiamo chiesto un incontro all'assessore Pieri».
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