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Prato

Il pm del caso Ruby ottiene il trasferimento a Prato

Il sostituto procuratore Antonio Sangermano
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano

Via libera alla richiesta di Sangermano, che però seguirà il processo a Fede, Mora e Minetti

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 PRATO. Antonio Sangermano, uno dei sostituti procuratori titolari dell'inchiesta su Ruby, la giovane marocchina, ospite a casa del premier Silvio Berlusconi, potrebbe lasciare la Procura di Milano. La Terza commissione del Csm ha accolto all'unanimità la sua richiesta di esser trasferito alla Procura di Prato. La decisione ultima sarà presa però dal plenum di Palazzo dei Marescialli. E fino ad allora il magistrato ha tempo per revocare la sua domanda, nel caso di un ripensamento. Il magistrato è comunque intenzionato a portare a termine il processo sul caso Ruby. E' questa l'intenzione del pubblico ministero Sangermano dopo l'accoglimento della richiesta di trasferimento alla Procura di Prato, recentemente indebolita dalle partenze dei sostituti Sergio Affronte e Michela Guidi.  Da quanto si è saputo il pubblico ministero, originario di Firenze, qualora non dovesse revocare la domanda di trasferimento, seguirà comunque fino alla sentenza di primo grado, come rappresentante della pubblica accusa, il processo a carico di Lele Mora, di Emilio Fede e del consigliere regionale lombardo del Pdl Nicole Minetti, accusati di aver favorito la prostituzione nelle feste che si sono tenute nelle residenze private del presidente del consiglio.  Il dibattimento si aprirà il prossimo 21 novembre davanti alla quinta sezione penale del Tribunale. Sangermano, dopo essere stato uno dei pubblici ministeri del dipartimento fasce deboli, ora è alla Direzione distrettuale antimafia di Milano.

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