Finanza
TRIBUNALE
Falso cachemire, assolto imprenditore
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Non era falso il cachemire prodotto a Prato 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Paolo Bellandi, titolare dell'omonimo lanificio, è stato assolto ieri dall'accusa di aver venduto falso cachemire a una confezione pugliese che nel 2007 riforniva la grande distribuzione. Il sostituto procuratore fiorentino Bocciolini ordinò il sequestro di alcuni capi d'abbigliamento venduti dalla confezione pugliese all'Unicoop Firenze e, da un esame compiuto all'Istituto Buzzi, risultò che nel tessuto non c'era traccia di cachemire, a differenza di quanto riportava l'etichetta. La guardia di finanza è poi risalita al lanificio Bellandi grazie ad alcune fatture, ma il difensore di Bellandi, Cristina Meoni, è riuscita a dimostrare che il tessuto venduto dal lanificio pratese era effettivamente cachemire.
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