La manifestazione
Tia e multe, si apre la voragine
Carlandrea Poli
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Il Palazzo comunale Sono 89 i milioni di crediti inesigibili a Prato
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PRATO. La svalutazione dei crediti inesigibili, forse, non basta più. La maxi operazione messa in atto dalla giunta Cenni all'inizio del mandato non impedisce oggi di avere una montagna ancora più grossa di residui attivi. Nel bilancio previsionale 2011 i ratei - quei crediti ancora non riscossi dal Comune - hanno sfondato quota 98 milioni di euro. Ma le stime aggiornate della ragioneria del Comune dicono che a settembre sono stati toccati e sorpassati i 100 milioni. La graduatoria stilata mercoledì scorso da "Il Sole 24 Ore - CentroNord" pone Prato fra i Comuni capoluogo messi peggio nell'ammontare dei residui attivi. Rispetto alle città capoluogo è terza, subito dopo Bologna (165 milioni di crediti non riscossi) e Perugia (con 121 milioni). Un podio del quale Prato avrebbe fatto volentieri a meno. Anche perché se i residui attivi sono una potenziale bomba ad orologeria nei conti comunali, il congegno esplosivo si trova nella Tia. La tariffa per igiene ambientale è diventata un tributo per sentenza della Corte Costituzionale e pertanto prima di finire nel bilancio di Asm passa per il bilancio comunale. Una semplice partita di giro, verrebbe da dire. Eppure la realtà per l'amministrazione è più complessa. Ogni anno la Tia frutta 38 milioni di euro. Subito dopo essere stati contabilizzati nel bilancio devono essere trasferiti ad Asm. E se una parte viene evasa? Qui comincia il problema. Il Comune deve comunque dare ad Asm tutto il dovuto. Quello che poi non viene riscosso ricade sui conti dell'erario comunale. Ad oggi mancano all'appello 8 milioni di euro, in gran parte non pagati da aziende cinesi. Difficile prevedere un facile recupero dell'evasione. L'altra crepa nelle fondamenta del bilancio si trova negli oltre 15 milioni di euro di multe elevate e non ancora pagate. La cosa drammatica è che rischiano di non essere pagate per lungo tempo. Colpa della crisi, certo, ma anche della difficoltà per il Comune di aggredire beni mobili e immobili di chi ha preso una multa viaggiando a Prato, ma abitando in un'altra città. Più solidi invece sono considerati i 7 milioni di euro attesi dai trasferimenti di Stato, Regione e Provincia. La falla nel bilancio, peraltro, resta ragguardevole. «I tempi sono ancora prematuri per parlare di una nuova operazione di ripulitura di crediti» affermano fonti della ragioneria, ma già adesso si può immaginare la portata di un'eventuale cancellazione dei residui inesigibili: 23 milioni di euro. Ma sarebbe lo scenario peggiore, ovvero quello in cui il Comune non riuscisse ad incassare nemmeno una delle multe accumulate, nè un centesimo di Tia evasa. Più probabile che le ingiunzioni e il recupero coattivo diano frutti. Nel 2010 sono state fatte ben 3.351 rateizzazioni ad altrettanti contribuenti per un totale di oltre 28 milioni di euro in via di riscossione.
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