Il Tirreno

Prato

La scommessa vincente della Kameleont

Ba. Bu.
Lorenzo Giacopelli con la madre Marzia Angelini
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Lorenzo Giacopelli con la madre Marzia Angelini

Superati i momenti difficile ora lavora con Zara, Replay e Armani

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 PRATO. Dopo averla desiderata, avuta, sorretta nei momenti in cui le difficoltà sembravano volerla mettere in ginocchio, oggi può finalmente definirla il suo «gioiellino». «Non la venderei a nessuno» dice con orgoglio Marzia Angelini riferendosi alla sua azienda. La stamperia Kameleont, come suggerisce il nome stesso, prende spunto dalla capacità del camaleonte di cambiare colore per realizzare grazie all'aiuto di moderne tecnologie, originali stampe su capo. Un'attività, nella quale la donna decise di scommettere nel 2007 insieme al figlio Lorenzo Giacopelli, allora neo diplomato grafico pubblicitario.  «Inizialmente fu un salto nel buio - racconta Angelini - non sapevamo niente di stamperie. Ci capitò un'occasione: un'azienda del settore, che aveva deciso di smantellare un reparto, ci propose di acquistare una macchina per la serigrafia, laser, a 8 colori, e decidemmo di fare quest'investimento per avviare un'attività tutta nostra. Non avendo idea di come funzionasse il settore, che è caratterizzato dal susseguirsi di annate come il 2005 con picchi di lavoro altissimi e altre molto meno remunerative». Ci sono volute molte energie e risorse per risollevare la neo azienda dai primi anni che furono i più difficili. «I nostri prezzi erano fuori mercato - spiega - eppure erano gli stessi praticati dall'altra stamperia, solo che loro, avendo due reparti, riuscivano a far fronte alla concorrenza dei cinesi che andavano sul mercato con prezzi più bassi del 50 per cento rispetto ai nostri». L'ennesima tegola è caduta con il fallimento di Sonia Fortuna che alla Kameleont deve ancora sette mesi di lavoro. «Come ho fatto a resistere? - continua l'artigiana - grazie all'appoggio di mio marito, che con i risparmi e quello che guadagnava come chimico tintore, riusciva a coprire i miei debiti permettendomi di mantenere in vita l'azienda».  Determinata a risalire la china, nel 2009 l'impresa comincia ad acquisire nuovi clienti. Tra i nomi più noti spiccano Zara, Replay e Giorgio Armani. «Non abbiamo mai lavorato sotto prezzo per prendere qualche cliente in più - sottolinea - ma abbiamo puntato sul servizio, cercando di soddisfare tutte le richieste. Oggi ci possiamo vantare di essere l'unica stamperia con tecnologia digitale e serigrafia; abbiamo ricevuto proposte d'acquisto persino da parte di imprenditori cinesi, ma non abbiamo intenzione di vendere. Se tornassi indietro lo rifarei solo perché so di aver aperto una strada a mio figlio. Se allungheranno la filiera in Tunisia portandoci via il lavoro, per gli artigiani sarà un'ulteriore botta».

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