Sicurezza
Azienda pratese inventa il pannolino che diventa compost
◗
La Wellness innovation project produce pannolini ecologici3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sono due miliardi i pannolini prodotti in Italia ogni anno. Oltre 500.000 tonnellate di rifiuti prodotti - secondo i dati Cic (Consorzio italiano compostatori) - che incidono tra il 5% e l'8% nella raccolta rifiuti. L'azienda Wellness Innovation Project Spa, che ha la sede legale in via Rimini a Prato e lo stabilimento a Castel San Niccolò (Arezzo), grazie alla ricerca e all'innovazione, oggi presenta una novità assoluta in tutta Europa: i pannolini passano dalle plastiche sintetiche e non sostenibili alle plastiche biodegradabili. Per diventare compost. Questo è stato il tema della tavola rotonda che si è svolta nei giorni scorsi all'ex Hotel Bologna a Roma. All'iniziativa, promossa da Assobioplastiche in collaborazione con W.I.P. e con il patrocinio di Legambiente, Kyoto Club e Assoscai, hanno partecipato in qualità di relatori Mario Malinconico, coordinatore Comitato tecnico Assobioplastiche - Marco Benedetti, presidente W.I.P. SpA, senatore Francesco Ferrante, vice presidente Kyoto Club, Stefano Ciafani, direttore scientifico Legambiente, Giuseppe Lanzi, presidente Assoscai, ingegner Alessandro Canovai, vice presidente Cic e presidente di Asm, professor Matteo Benozzo, Università di Macerata, professor Francesco Bruno, Università di Macerata, Antonio Rancati, vice presidente Asm Prato, Massimiliano Atelli, Capo ufficio legislativo Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Ecowip riduce di 122.000.000 kg la CO2 emessa ogni anno. Da costo sociale a risorsa sostenibile, i pannolini monouso ecologici 100% EcoWip sono infatti compostabili e possono essere buttati nei rifiuti organici, contribuendo a un risparmio minimo per gli enti pubblici o per le famiglie italiane di 25.000.000 di euro all'anno. W.I.P. ha dunque ottenuto la certificazione di compostabilità per il pannolino usa&getta Ecowip. La certificazione è stata rilasciata dal Consorzio italiano compostatori (C.I.C.), una struttura che collabora con gli enti pubblici per promuovere e perseguire la politica di riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata con particolare attenzione alla separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle frazioni organiche compostabili. «Consapevoli del fatto che gli uomini producono decine di milioni di tonnellate di scarti non recuperabili - spiega l'azienda -, la missione di Wip era riuscire a dimostrare che è possibile avviare un ciclo virtuoso che porti alla sostituzione delle plastiche sintetiche non biodegradabili e non sostenibili per il futuro del Pianeta, con prodotti migliori che possano essere trasformati in rifiuti biodegradabili ottenuti da risorse rinnovabili, che si prendano cura sia dell'ambiente sia della salute degli stessi consumatori». «Ottenendo tale certificazione - prosegue l'azienda -, WIP ha infatti dimostrato che i pannolini possono tornare ad essere materia dopo il loro ciclo di vita, una materia che può contribuire a mantenere attivi i terreni coltivati diminuendo l'uso di fertilizzanti sintetici e aiutando il terreno a mantenere quella carica vitale necessaria alle piante per crescere in modo sano». Lo stabilimento di Castel San Niccolò, specializzato nella produzione di biopannolini, è stato realizzato bonificando un precedente insediamento industriale altamente inquinante, utilizzando pratiche di bioedilizia e gestione sostenibile del territorio. L'azienda utilizza solo Energia Verde certificata. Nel 2011 è stato assegnato alla società il premio nazionale Sodalitas Social Award. LA SCHEDA Un esempio di Green Economy Il progetto industriale di Ecowip si fonda sui principi della moderna Green Economy. In particolare - l'impiego di polimeri naturali derivati da risorse rinnovabili, soprattutto zuccheri complessi ottenuti dalla fermentazione di amido vegetale, alternativi alle plastiche ottenute dal petrolio e di altri materiali naturali come fibre derivati dalla gestione agricola o forestale di tipo biologico e con criteri di sostenibilità certificata - il rispetto della naturalità delle materie prime impiegate anche con la rinuncia all'impiego di additivi chimici se non richiesti per disposizione di legge. E inoltre l'adozione di un innovativo sistema di protezione da possibili contaminazioni durante le fasi di assemblaggio dei prodotti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
