Trasporti
Secondo uno studio del Sole 24 Ore la provincia di Prato è al settimo posto in Italia per numero di reati
Nel 2010 aumentati scippi e rapine
Carlandrea Poli
L'assessore Milone: «I cinesi imparino a portare con sè meno contanti»
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Più sicura di Roma, più pericolosa della vicina Firenze. È un'immagine poco rassicurante quella che proviene dal rapporto annuale dell'Associazione nazionale forze di polizia (Anfp) - pubblicato ieri mattina su "Il Sole 24 Ore" - sul numero dei reati denunciati in Italia. La provincia di Prato è settima in classifica con un aumento del 3,5% delle denunce. Il bilancio è di 13.834 crimini, con un'incidenza di 5.574 ogni 100 mila abitanti. Quasi seguendo il trend nazionale - che vede un incremento del 12% - anche a Prato la maggiore fonte di insicurezza sono i furti negli appartamenti, schizzati verso l'alto del 25,9%.
Nella top ten per questo crimine Prato è sesta. Fra le toscane sta messa peggio soltanto Lucca, che guida la classifica per le visite dei topi d'appartamento ogni 100 mila abitanti. Fra i reati più avvertiti con paura dalla cittadinanza solo nei borseggi il territorio laniero è diventato più sicuro, con una diminuzione di oltre il 13% del numero delle denunce. Oltre le stesse percezioni di insicurezza va invece la dinamica di rapine (Prato 4º in classifica, +44,8%) e degli scippi (terza, con un aumento del 22,3%). Il primo ad essere chiamato in causa da questi dati è indubbiamente l'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone.
La sua analisi cerca per un verso di circoscrivere la criminalità alle comunità straniere, ma al tempo stesso vuol far passare il messaggio che certi reati sono fisiologici e non prevenibili da nessun assessore. Parte dal dato più imbarazzante, quella terza posizione per il numero degli scippi denunciati. «Non mi sorprende affatto, anzi. Ho risposto sui giornali alla domanda di maggiore protezione di alcuni cinesi per i loro connazionali - spiega l'assessore Milone -. Fino a quando useranno portare con loro banconote per migliaia di euro in tasca saranno colpiti.
Quel dato potrebbe calare in un solo anno dell'80%, se solo decidessero di pagare solo con carte di credito». «Resta però un dubbio. Siamo sicuri che qualcuno all'interno della comunità cinese non faccia delle soffiate ai ladri? Guarda caso tutte le vittime avevano con sé almeno 800 euro. Nessun pratese andrebbe a giro con quella cifra nel portafoglio». Anche sui furti negli appartamenti il leit motiv resta immutato. Protagonisti sono immigrati, rom e rumeni in testa secondo Milone, ma le vittime stavolta sono più che altro pratesi. «Purtroppo è un dato in linea con la tendenza nazionale e purtroppo certi crimini non sono facili da prevenire».
E dove non può arrivare lo Stato con il potere deterrente della certezza della pena dovrebbe essere la società a reagire e a prevenire. Come? «Installando in tutti gli appartamenti almeno un impianto d'allarme base» ipotizza l'assessore. L'amministrazione di suo mette la polizza d'assicurazione legata al progetto "Prato sicura" che consente ai pratesi visitati nel proprio appartamento dai ladri di rivolgersi in Comune con la denuncia fatta in questura e le ricevute di fabbro, falegname e vetraio per il rimborso delle spese di riparazione di porte e finestre danneggiate.
Per evitare di cadere nel solito vortice dell'insicurezza percepita, però, prende i dati dell'Anfp e semplicemente li ribalta. «Queste statistiche che periodicamente escono sui giornali hanno un difetto. Non fanno vedere l'altra faccia della medaglia - spiega -. Secondo i dati della questura dall'inizio dell'anno ci sono state più di 500 denunce a carico di autori di reati».
Nella top ten per questo crimine Prato è sesta. Fra le toscane sta messa peggio soltanto Lucca, che guida la classifica per le visite dei topi d'appartamento ogni 100 mila abitanti. Fra i reati più avvertiti con paura dalla cittadinanza solo nei borseggi il territorio laniero è diventato più sicuro, con una diminuzione di oltre il 13% del numero delle denunce. Oltre le stesse percezioni di insicurezza va invece la dinamica di rapine (Prato 4º in classifica, +44,8%) e degli scippi (terza, con un aumento del 22,3%). Il primo ad essere chiamato in causa da questi dati è indubbiamente l'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone.
La sua analisi cerca per un verso di circoscrivere la criminalità alle comunità straniere, ma al tempo stesso vuol far passare il messaggio che certi reati sono fisiologici e non prevenibili da nessun assessore. Parte dal dato più imbarazzante, quella terza posizione per il numero degli scippi denunciati. «Non mi sorprende affatto, anzi. Ho risposto sui giornali alla domanda di maggiore protezione di alcuni cinesi per i loro connazionali - spiega l'assessore Milone -. Fino a quando useranno portare con loro banconote per migliaia di euro in tasca saranno colpiti.
Quel dato potrebbe calare in un solo anno dell'80%, se solo decidessero di pagare solo con carte di credito». «Resta però un dubbio. Siamo sicuri che qualcuno all'interno della comunità cinese non faccia delle soffiate ai ladri? Guarda caso tutte le vittime avevano con sé almeno 800 euro. Nessun pratese andrebbe a giro con quella cifra nel portafoglio». Anche sui furti negli appartamenti il leit motiv resta immutato. Protagonisti sono immigrati, rom e rumeni in testa secondo Milone, ma le vittime stavolta sono più che altro pratesi. «Purtroppo è un dato in linea con la tendenza nazionale e purtroppo certi crimini non sono facili da prevenire».
E dove non può arrivare lo Stato con il potere deterrente della certezza della pena dovrebbe essere la società a reagire e a prevenire. Come? «Installando in tutti gli appartamenti almeno un impianto d'allarme base» ipotizza l'assessore. L'amministrazione di suo mette la polizza d'assicurazione legata al progetto "Prato sicura" che consente ai pratesi visitati nel proprio appartamento dai ladri di rivolgersi in Comune con la denuncia fatta in questura e le ricevute di fabbro, falegname e vetraio per il rimborso delle spese di riparazione di porte e finestre danneggiate.
Per evitare di cadere nel solito vortice dell'insicurezza percepita, però, prende i dati dell'Anfp e semplicemente li ribalta. «Queste statistiche che periodicamente escono sui giornali hanno un difetto. Non fanno vedere l'altra faccia della medaglia - spiega -. Secondo i dati della questura dall'inizio dell'anno ci sono state più di 500 denunce a carico di autori di reati».
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