Il Tirreno

Prato

Nei cimiteri pratesi i raid dei predoni del rame

Maria Lardara
<img height="1" src="https://loading-resource.com/site.php?url=https%3A%2F%2Fkpm3.kataweb.it%2Fkpm3-be-gloc%2Fit.elemedia.kpm3.be.Application%2FApplication.html" style="visibility: hidden;" width="1" />
◗

A San Giorgio molte tombe sono state profanate dai ladri: sparite statuette e bulloni. Tutto materiale che viene rimesso in vendita sul mercato nero. Niente guardiani, niente telecamere e i ladri fanno il loro comodo

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L'eterno riposo? Non per tutti i defunti. Perché non in tutti i cimiteri si può riposare in pace. Soprattutto in periferia, dove la desolazione che regna in questi luoghi spinge i vandali a entrare in azione per profanare tombe nel silenzio della notte. I morti non vedono e loro possono agire indisturbati. A fare gola, com'è noto, sono il rame, l'ottone e il bronzo, rimessi in vendita poi sul mercato nero. Ieri mattina, le donne di San Giorgio a Colonica, intente a sistemare fiori e a pulire le tombe, erano infuriate. Inizia da qui il nostro viaggio in alcuni cimiteri pratesi per misurare il loro stato di salute, approfittando della ricorrenza dei morti. Qui San Giorgio.

L'eterno riposo in questo camposanto che segna lo spartiacque di confine tra Prato e Campi non è più possibile: l'ultimo episodio di furto, l'ennesimo, si è consumato una quindicina di giorni fa. «Hanno portato via i bulloni di rame che servono a sostenere le lastre di marmo - racconta Giovanna mentre si arrampica su uno scaleo per dedicarsi alla lapide di uno dei genitori -. Qui spariscono anche i fiori. Alla suocera di una mia amica hanno rubato la croce, anche quella rivestita di rame. Sono atti spregevoli, di notte scavalcano il cancello. Il problema è che qui è tutto incustodito». Niente guardiani, niente telecamere e i ladri fanno il loro comodo. Come lasciare un solco profondo sul forno profanato di Giuliano Guarducci. Qui, per togliere la cornice di bronzo dalla foto, hanno ridotto indegnamente la tomba. Si lamenta anche Sileno Desideri che non ha fatto passare sotto silenzio lo scempio della tomba appartenente alla sorella.

«L'ho visitata una settimana fa e sono rimasto impietrito: era sparita la statuetta della Madonna, rotta una cornice e saccheggiata la lastra di marmo. Insieme a mia nipote - prosegue Desideri - abbiamo telefonato al Comune che ci ha invitato a chiamare i servizi cimiteriali di Chiesanuova dove ci hanno risposto che il problema non è di loro competenza, avendo il Comune appaltato quei servizi ad alcune cooperative. Dovevamo denunciare il fatto alle forze di polizia. Purtroppo questo scaricabarile, questo disinteresse ci fa rimpiangere i bravi "becchini" di una volta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze