La manifestazione
Viaggio nei cimiteri. A San Giorgio molte tombe sono state profanate dai ladri: sparite statuette e bulloni
I raid dei predoni del rame
Maria Lardara
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Molte tombe del cimitero di San Giorgio sono state depredate dai ladri Chiesanuova: impossibile parcheggiare. Iolo: e l'ampliamento?
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PRATO. L'eterno riposo? Non per tutti i defunti. Perché non in tutti i cimiteri si può riposare in pace. Soprattutto in periferia, dove la desolazione che regna in questi luoghi spinge i vandali a entrare in azione per profanare tombe nel silenzio della notte. I morti non vedono e loro possono agire indisturbati. A fare gola, com'è noto, sono il rame, l'ottone e il bronzo, rimessi in vendita poi sul mercato nero. Ieri mattina, le donne di San Giorgio a Colonica, intente a sistemare fiori e a pulire le tombe, erano infuriate. Inizia da qui il nostro viaggio in alcuni cimiteri pratesi per misurare il loro stato di salute, approfittando della ricorrenza dei morti. Qui San Giorgio. L'eterno riposo in questo camposanto che segna lo spartiacque di confine tra Prato e Campi non è più possibile: l'ultimo episodio di furto, l'ennesimo, si è consumato una quindicina di giorni fa. «Hanno portato via i bulloni di rame che servono a sostenere le lastre di marmo - racconta Giovanna mentre si arrampica su uno scaleo per dedicarsi alla lapide di uno dei genitori -. Qui spariscono anche i fiori. Alla suocera di una mia amica hanno rubato la croce, anche quella rivestita di rame. Sono atti spregevoli, di notte scavalcano il cancello. Il problema è che qui è tutto incustodito». Niente guardiani, niente telecamere e i ladri fanno il loro comodo. Come lasciare un solco profondo sul forno profanato di Giuliano Guarducci. Qui, per togliere la cornice di bronzo dalla foto, hanno ridotto indegnamente la tomba. Si lamenta anche Sileno Desideri che non ha fatto passare sotto silenzio lo scempio della tomba appartenente alla sorella. «L'ho visitata una settimana fa e sono rimasto impietrito: era sparita la statuetta della Madonna, rotta una cornice e saccheggiata la lastra di marmo. Insieme a mia nipote - prosegue Desideri - abbiamo telefonato al Comune che ci ha invitato a chiamare i servizi cimiteriali di Chiesanuova dove ci hanno risposto che il problema non è di loro competenza, avendo il Comune appaltato quei servizi ad alcune cooperative. Dovevamo denunciare il fatto alle forze di polizia. Purtroppo questo scaricabarile, questo disinteresse ci fa rimpiangere i bravi "becchini" di una volta». Qui Chiesanuova. E' il cimitero comunale più grande di Prato, in via Montalese. «E non ha un parcheggio: in compenso in questi giorni si fanno vedere i vigili a fare multe a raffica ai visitatori che non possono fare altro che parcheggiare lungo la strada», lamenta Gabriella Bardazzi, titolare di uno dei due chioschi di fiori all'ingresso. «Mancano anche le strisce pedonali per attraversare: questo punto della viabilità è molto pericoloso», le fa eco un ragazzo che lavora nel chiosco. All'ora di pranzo di ieri, era tutto un viavai di pratesi intorno al cimitero per portare un fiore a chi non c'è più. Qui Iolo. Se i cittadini di Iolo (almeno quelli che abbiamo interpellato) dovessero dare un voto al cimitero della loro frazione, assicurerebbero almeno la sufficienza. «Sono anni che ne chiediamo l'ampliamento. E sono anni che se ne parla», sottolinea Gionni Lai. Il progetto per l'ampliamento del cimitero di Iolo era stato presentato quasi un anno fa ai cittadini della frazione. Va avanti l'iter tecnico e politico per passare alla fase esecutiva dei lavori.
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