Finanza
Venti operai in cassa integrazione
G.C.
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Lesterno della Rifinizione Cambi Luigi La prima volta della Rifinizione Cambi Luigi
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PRATO. La crisi che continua a mordere il distretto tessile, nonostante i tenui segnali di ripresa, a volte si materializza con notizie che fino a qualche tempo fa sarebbero state catalogabili nella serie "impossibile". Tra queste l'annuncio della messa in cassa integrazione di venti dipendenti sui 102 in totale da parte della Rifinizione Cambi Luigi di via Zarini. La storica azienda, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con due gravissimi lutti (il decesso del fondatore Luigi nel 2006 e del figlio Andrea nel 2009), sta attraversando una temporanea fase di difficoltà dovuta, come viene spiegato in un comunicato, «ad un calo molto forte delle commesse, registrato al rientro delle ferie e non compensato dal forte aumento di fatturato, registrato dall'inizio dell'anno, anche perché la lunga crisi non ha ancora permesso un'adeguata redditività delle commesse. Il management aziendale, fiducioso delle prospettive a medio-lungo termine, ha deciso di intraprendere la via più soft della cassa integrazione ordinaria, allo scopo di evitare procedure che comportassero più gravi conseguenze ai propri lavoratori e collaboratori». «Il fatto che la Cambi Luigi & C. Spa, per la prima volta - continua il comunicato dell'azienda - abbia intrapreso la via degli ammortizzatori sociali, ampiamente sfruttati da anni dagli altri competitori del distretto, deve essere letta come sintesi tra il contenimento dei costi, attraverso lo strumento più indolore per i propri lavoratori, e la volontà digestire al meglio le proprie risorse al fine di continuare nella politica di investimento e ricerca». La volontà dei vertici dell'azienda, oggi formato dalle figlie di Andrea Cambi, Silvia e Sara, e dal marito di quest'ultima Iacopo Scuccimarra, non si discosta comunque dalla linea tracciata da sempre dalla dinastia Cambi: continuare a lavorare le pezze. «Negli ultimi anni - si chiarisce - è stato scelto di focalizzare l'attenzione sull'aspetto riorganizzativo dell'azienda, proseguendo, anzi intensificando, un forte programma di investimenti teso alla rimodernizzazione tecnologica nel settore lana, che ha visto primeggiare storicamente l'azienda, e sviluppando ulteriormente la capacità nel settore delle fibre cellulosiche e sintetiche». Una cassa integrazione dolorosa, quindi, ma che viene vissuta come un nuovo punto di partenza per far crescere l'azienda che punta a «rimanere un riferimento per il distretto all'interno del quale è pronta a fare la propria parte con adeguati strumenti lavorativi e gestionali».
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