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CHI ERA
Le cinque pitture risalgono al periodo tra il 1925 e il 1930
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Dolci in una foto depoca 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il pittore Guido Dolci (1880-1969), agli inizi del Novecento, con la sua bottega di decoratore, realizzò numerose opere in importanti edifici cittadini, come il Collegio Cicognini ed il Politeama Pratese, lavorando peraltro anche per privati, tra cui importanti imprenditori tessili come i Romei, per i quali aveva decorato alcuni ambienti in un palazzo nei pressi di Piazza Sant'Agostino. Tra i soggetti cari al Dolci, vi erano sia scene di vita contemporanea che allegorie rinascimentali, che sono gli stessi soggetti che si ritrovano sia nel ciclo pittorico del Fabbricone che in quella di villa Bardazzi. Quindi un nuovo importantissimo tassello, che si aggiunge alla storia di questo celebre artista, il quale si era trasferito a Prato, da Borgo San Lorenzo, nel 1895, e si era formato frequentando artisti e decoratori del calibro di Galileo Chini, Augusto Coppedè, Plinio Nomellini ed Adolfo De Carolis ed aveva avuto come collaboratori personaggi come Giulio Pierucci, Arrigo del Rigo e Leonetto Tintori. Dalla verifica comparata tra la pittura dei Bardazzi e di quella del Fabbricone, si potrebbe ipotizzare che le pitture del Fabbricone siano state realizzate, tra il 1925 ed il 1930.
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