Il Tirreno

Prato

La filiera diventi ecosostenibile

Barbara Burzi
Alessandro Canovai presidente Asm
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Alessandro Canovai presidente Asm

Canovai (Asm): «Un valore aggiunto per il distretto della moda»

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 PRATO. C'era una volta la produzione al centro. Un tempo, perché oggi non è più possibile pensare di produrre senza tener conto dell'ambiente. Far leva sugli aspetti ecosostenibili della filiera (dal riciclo al risparmio energetico) significa attribuire un valore aggiunto all'impresa e risollevare l'immagine del distretto della moda.  Di questo sono convinti i relatori intervenuti al convegno "Gli ecodistretti industriali tra economia e politiche pubbliche" che si è tenuto ieri al Museo Pecci. Un'ottica rovesciata quella guardata dalla loro prospettiva, che tiene conto dei benefici derivanti da un sistema industriale orientato all'accrescimento della qualità della vita delle generazioni future.  «Lo scopo di questo convegno è quello di contribuire al progetto di apertura di un tavolo permanente finalizzato a valorizzare gli aspetti ambientali del nostro distretto - ha spiegato Alessandro Canovai, presidente di Asm - è il tentativo di capire fino a che punto l'identificare un prodotto anche da un punto di vista ambientale possa riflettersi in modo positivo sul sistema produttivo. E a Prato, con la filiera produttiva del cardato, il sistema di riciclaggio delle acque e il polo tecnologico di via Paronese, le potenzialità non mancano».  L'iniziativa ha chiamato in causa le voci più autorevoli in materia di green economy, tra cui quella del professor Luca Fondacci, docente dell'Università degli studi di Ferrara, che ha invitato economia e politica a individuare una dimensione comune su cui lavorare. A questo proposito, Canovai ha messo in evidenza una carenza del distretto pratese: «La mancanza di una cabina di regia in grado di coordinare le iniziative sul territorio e finalizzarle verso un unico obiettivo: valorizzare il core business del distretto».  Di quest'incapacità di fare squadra la città sta subendo le conseguenze in termini economici, considerando che esiste già una domanda di consumo consapevole. «Per sapere se un abito realizzato qui anziché in un altro distretto che non tiene conto del rispetto dell'ambiente possa rappresentare un valore aggiunto nelle scelte dei consumatori - ha proseguito Canovai - occorre una dimostrazione di tracciabilità del prodotto, ma ad oggi, quest'informazione non è disponibile».«Eppure- ha sottolineato Antonio Rancati, vicepresidente di Asm -esiste già un 10 per cento della popolazione europea disposta a spendere qualcosa in più pur di acquistare prodotti ecosostenibili».

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