La manifestazione
La protesta di uninsegnante domiciliata in centro: ottanta euro sono troppi
Caro il mio permesso Apu
Maria Lardara
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Auto in sosta in via Guasti L'assessore Caverni: «Tariffa ridotta solo per i residenti»
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PRATO. Il permesso "15" per l'accesso e la sosta in area Apu le scadeva il 23 settembre scorso. E lei, due giorni prima, si è recata da Essegiemme per rinnovarlo come accadeva ogni anno. Tutto si aspettava Angela Minuti, insegnante pisana con cattedra a Prato, fuorché di scucire 80 euro per un pass annuale che normalmente le costava 15 euro. E infatti quella tariffa salata, lievitata per ben cinque volte, si è rifiutata di pagarla. «Se l'effetto sperato dal Comune era quello di fare cassa, in realtà otterrà il contrario: i domiciliati con cui ho avuto modo di parlare - racconta - si rifiutano di pagare una cifra così alta a costo di parcheggiare più lontano». Il punto è proprio questo: la maestra ha preso sì casa da quattro anni nel raggio dell'area pedonale ma, avendo dichiarato solo il domicilio, dovrebbe ora spendere di più rispetto ai residenti. Poco importa se sul sito del Comune si equiparano ancora i permessi per residenti e domiciliati in base a una tariffa unica di 15 euro. Ora per i domiciliati muniti di quattro ruote si annunciano tempi duri. La cura dimagrante, voluta dall'assessore per mettere ordine ai permessi rilasciati nel perimetro dell'Apu e Ztl, miete le sue prime vittime: sono gli effetti di una delibera della giunta comunale approvata il 31 maggio scorso. Ci pensi due volte uno studente universitario fuori sede con il domicilio in Apu: 80 euro per un permesso non glieli toglierà nessuno. «Avrei compreso il tentativo di una politica che favorisca un centro storico sempre più sgombro di auto e quindi un aumento delle tariffe più ragionevole, non così vertiginoso. Non ci è stata data neanche un'alternativa più economica - fa notare Angela -, ad esempio un permesso meno costoso per parcheggiare fuori dalle mura per noi domiciliati, che sebbene non residenti, trascorriamo per motivi di lavoro gran parte del nostro tempo in città». Mentre annuncia battaglia con un'interrogazione ad hoc la consigliera comunale del Pd Ilaria Santi, per la quale «l'aumento delle tariffe non è coinciso con un più serio controllo da parte dell'amministrazione nel centro storico», l'assessore alla Mobilità Roberto Caverni ricorda che a dare il buon esempio sono gli assessori che viaggiano con la categoria di permessi 3 e 3/A per parcheggiare dentro le mura. «Anche noi paghiamo 80 euro. Gli aumenti sono dettati da una politica di selezione e controllo dei permessi che vale per tutti, tranne che per i residenti. E comunque il domicilio non è la residenza. Sulla categoria "15" abbiamo rilevato diversi abusi». Il domiciliato è comunque un cittadino che abita dentro le mura. «Si parla di persone che si muovono in centro non certo per fare shopping - commenta la consigliera Ilaria Santi - Perché non controllare meglio gli attuali permessi concessi? Fino alle 18.30 è proibito parcheggiare in Apu. Basta fare un salto in via Bartolini dove ci sono costantemente auto parcheggiate».
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