Italia
I casi si moltiplicano: un incentivo per i malviventi che non rischiano nulla
Rapina, basta la parola
Paolo Nencioni
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I banditi di via Spontini erano disarmatiBanditi disarmati svaligiano la Bpv di via Spontini
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PRATO. Facile, fin troppo facile rapinare le banche al giorno d'oggi. Una volta i banditi entravano con le pistole spianate, terrorizzavano cassieri e clienti e fuggivano sgommando sull'auto condotta da un complice. Poi è venuto il tempo dei metal detector, facilmente aggirati dai trincetti, che comunque incutono sempre un po' di paura. Ora siamo alla terza fase: basta la parola. Il colpo compiuto ieri mattina ai danni della filiale di via Spontini della Banca popolare di Vicenza (ex CariPrato) è indicativo di una tendenza che si è sempre più rafforzata negli ultimi tempi. Secondo quanto accertato dalla polizia, un primo bandito, ben vestito e dal portamento distinto, è entrato in banca come un normale cliente, dopo aver lasciato l'impronta del dito indice sul rilevatore all'ingresso. Evidentemente non è schedato e non teme di essere rintracciato. Una volta all'interno, ha cambiato atteggiamento. Si è rivolto a un cassiere e lo ha minacciato in qualche maniera, ma senza usare armi perché non ne aveva. L'unica cosa certa è che è stato molto convincente, tanto che il cassiere ha aperto la porta a scorrimento e ha fatto entrare un complice, lui sì col volto coperto da una sciarpa e da un casco integrale. I due hanno intimato ai due cassieri di consegnare tutto il contante disponibile, che poi è risultato essere circa 9.000 euro, hanno girato i tacchi e se ne sono andati senza colpo ferire. Li hanno visti allontanarsi in sella a uno scooter. Il resto ricalca il solito copione: telefonata al 113, arrivo delle volanti e della squadra mobile, ricerche infruttuose dei malviventi (esito prevedibile viste le premesse). Ieri mattina si è alzato in volo anche un elicottero, ma i banditi sono scomparsi nel nulla col bottino. Come detto, non è la prima volta che i rapinatori disarmati fanno il colpo in banca. Anzi, negli ultimi tempi i casi si sono moltiplicati. E ci si chiede: come è possibile che il cassiere di turno non faccia una sia pur minima resistenza di fronte a un uomo disarmato e apra la porta al complice? Nessuno ufficialmente sa dare una risposta. Dalla banca di via Spontini dicono che non possono parlare. L'ufficio relazioni esterne della Banca popolare di Vicenza non è d'aiuto, rimanda a una successiva telefonata che non arriverà mai. Non resta che tentare qualche deduzione. Le banche sono assicurate contro i danni da rapina e verosimilmente danno indicazione ai propri dipendenti di non opporre alcun tipo di resistenza. Sotto il profilo dell'incolumità dei clienti, può anche essere una decisione sensata. D'altra parte, però, questo comportamento si trasforma oggettivamente in un potentissimo incentivo alla commissione delle rapine (se basta la parola...) che rende vana qualsiasi attività di prevenzione delle forze dell'ordine.
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