Il dolore
E da Augias lo scrittore difende il sindaco
Ma. La.
Botta e risposta sul mancato lutto cittadino per le tre cinesi morte
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PRATO. Mezz'ora di tempo per dipingere uno spaccato di Prato dai microfoni in studio: il programma s'intitola "Le storie - Diario italiano" e a condurlo è Corrado Augias. E come non raccontare questa realtà, definita dal conduttore «quasi un sobborgo di Firenze», attraverso le parole del premio Strega Edoardo Nesi, in coppia con la documentarista Teresa Paoli, reduce anche lei da un riconoscimento prestigioso come il Premio "Ilaria Alpi"? Sono le 13 quando nello studio di Rai 3 un Corrado Augias pungente più che mai riavvolge il nastro della storia, passando le immagini che furono trasmesse dalle tv locali quasi un anno fa. «Un episodio forte», come viene ricordata la circostanza dal giornalista, in cui il «sindaco di destra» aveva negato il lutto cittadino per la drammatica morte di tre cinesi annegate in un sottopasso. La provocazione viene servita sul piatto a Nesi. «Ma questo sindaco com'è, un po' tonto?», riferendosi a Cenni. Tocca a Nesi spezzare una lancia a favore del primo cittadino: «Non è un tonto, è un ex imprenditore, un uomo capace - credo - E' entrato in un giro politico di contrapposizioni con tutto ciò che sembra odorare di sinistra. E lui talvolta si butta troppo a destra». La tragedia del sottopasso di Galciana scuote ancora l'assessore-scrittore. «Erano morte tre pratesi, non cinesi: si è trattato di una vicenda amarissima, non vedevo un danno nel concedere un lutto cittadino: era ed è stato un lutto cittadino». Guarda oltre la regista Teresa Paoli che con il suo documentario ha denunciato la crisi di una generazione: «Finché continueremo a dividerci tra due partiti, il partito dei cinesi e il partito contro i cinesi, non andremo da nessuna parte». In una puntata tutta dedicata a Prato, Augias ha presentato la nostra realtà di provincia come «laboratorio in vitro di quella che è la situazione italiana», confessando di aver fatto il tifo per la vittoria dello scrittore pratese della cui "Storia della mia gente" ha letto alcuni brani. «La sensazione - fa notare Nesi - è di essere stati "traditi" quando per anni i politici ed economisti ci raccontavano la favola della globalizzazione». Prova a controbatterlo Augias: «Con le piccole cose in un mondo globalizzato non si arriva lontano». Ma Nesi replica richiamando l'attività del lanificio di famiglia: «Mi creda, la mia azienda faceva il loden, c'eravamo specializzati. Avevamo in città un sistema in cui la ricchezza veniva distribuita per tutti».
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